La salute è una gran brutta bestia, eh. Già.
Pensate a quanta fatica occorre per non ammalarsi, evitare disgrazie, mantenersi interi e con tutti gli organi dentro e, più in generale, per non morire. Richiede un livello di attenzione costantemente elevato, un allarme sempre pronto a scattare dentro la testa, una sorta di salva-la-vita-beghelli direttamente impiantato nell’ipotalamo attraverso il culo. Uno stress, una faticaccia immane, anche perchè gli attentati alla salute provengono da ogni direzione e i nostri nemici sono quelli che più spesso ci sembrano amici.
Prendiamo il caffè, ad esempio. Il caffè eccita, fa male al cuore, produce acidità di stomaco e non fa dormire. Merito della caffeina. Meglio un decaffeinato, allora. Un decaffeinato non eccita, rispetta il cuore, non fa incazzare l’ulcera e fa dormire sonni tranquilli e riposanti, almeno finchè non si viene a sapere come cazzo fanno a togliere la caffeina da lì dentro!
Secondo Wikipedia, il procedimento si articola il tre fasi:
Non sono pochi i metodi utilizzati per decaffeinare il caffè; in ogni caso tutti seguono le seguenti fasi di lavorazione:
- Il caffè crudo (non ancora tostato) viene trattato con un solvente, come il diclorometano (o cloruro di metilene), in modo da estrarne la caffeina;
- Il caffè così decaffeinato viene trattato a vapore, per eliminare completamente il solvente;
- Infine viene essiccato e tostato affinché torni all’iniziale grado di umidità.
Il processo presenta alcune controindicazioni. Ad esempio il diclorometano è un solvente ritenuto cancerogeno.
Solvente? Dicolorometano? Cancerogeno?
Seguiamo il link di Wiki e approfondiamo un po’ l’argomento. Veniamo a sapere che il diclorometano è una sostanza nociva e potenzialmente cancerogena, usata come solvente per togliere grassi, vernici e (naturalmente) caffeina. Un’esposizione prolungata può produrre l’insorgenza del cancro ai polmoni, al fegato e al pancreas, e, come ogni veleno che si rispetti, non mancano gli effetti teratogeni, cioè bambini a due teste, tre braccia, con la coda, la lingua biforcuta e la tessera del PD.
Scavando meglio, si scopre che negli Stati Uniti il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC) ha classificato in questo modo i rischi da esposizione al diclorometano:
EFFETTI DELL’ESPOSIZIONE A BREVE TERMINE: La sostanza e’ irritante per gli occhi, la cute e il tratto respiratorio. L’esposizione potrebbe provocare attenuazione della vigilanza. L’esposizione potrebbe causare formazione di metaemoglobina.
EFFETTI DELL’ESPOSIZIONE RIPETUTA O A LUNGO TERMINE: Contatti ripetuti o prolungati con la cute possono causare dermatiti. La sostanza può avere effetto sul sistema nervoso centrale e sul fegato. E’ possibile che questa sostanza sia cancerogena per l’uomo.
Nel 2009 la Comunità Europea ne ha ristretto l’uso, limitandolo ai soli ambienti industriali e vietandolo in tutti gli altri casi.
Ora, io non sono un chimico ma mi pare che “sverniciare” la caffeina col diclorometano, che è una sostanza tossica, cancerogena e persino teratogena, sia un’ottima soluzione per salvaguardare la nostra salute dal pericolo di infarti e ulcere, soprattutto nelle donne in gravidanza, mi pare inoltre un ottimo modo per risolvere il problema dell’insonnia. Adesso che so come si fa il decaffeinato, sicuramente dormirò meglio e più a lungo.
PS. Quanto scritto vale anche per il tè deteinato.
PPS. Quasi quasi riprendo a fumare…

Darsch
13 gennaio 2011 at 19:29
Il caffè fa male, come tutte le cose, se se ne abusa. Tre o al massimo quattro caffè al giorno sono tranquillamente tollerabili, e per dormire la notte basta non assumere caffeina la sera. :P
Per quanto riguarda il processo per togliere la caffeina, il solvente utilizzato viene completamente fatto sparire dal prodotto finale, viene usato solo per rimuovere una sostanza tramite una reazione chimica conosciuta. È cancerogeno per contatto o inalazione, ma nel caffè che bevi non ce n’è la minima traccia. Altrimenti dovremmo preoccuparci anche dello zucchero: dai un’occhiata al processo di raffinazione. :P
Lyserjik
13 gennaio 2011 at 19:58
In effetti questi procedimenti industriali mi inquietano non poco. Il non potere avere accesso alla conoscenza di ciò che avviene (anche perchè io e la chimica ci odiamo a vicenda) mi fa sentire impotente. :|
Darsch
13 gennaio 2011 at 19:32
A proposito dello zucchero ti consiglio vivamente questo bellissimo articolo, scritto da un chimico piuttosto autorevole: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/03/miti-culinari-6-lo-zucchero-veleno-bianco/
Anonimo
13 agosto 2011 at 15:45
Gli unici prodotti veramente biologici ( cioè innaffiati con acque piovane…ma non erano ” piogge acide ” ? ) son quelli che coltivo nell’orticello…tutti gli altri han voglia a scrivere sull’etichetta “biologico “
ploiter
18 ottobre 2011 at 22:34
Could be this blogs greatest writing on here