Dopo l’ebbrezza post elettorale dei giorni scorsi, sebbene sia ancora frastornato per la splendida vittoria in tutto il paese ma in particolare nella mia città, sento la necessità di mettere un po’ di chiarezza nei miei pensieri e lasciare che l’euforia lasci il posto alla ragione.
De Magistris si trova d’un tratto a governare non una città qualunque ma una città complicatissima, che è una specie di città a statuto speciale ufficioso e mai dichiarato. Una città che esplode ogni giorno mille volte più forte del vulcano che la sorveglia.
Per governare un coacervo di così tante micro-culture e micro-habitat, intrecciati intimamente dentro il tessuto urbano, non occorre semplicemente un amministratore napoletano ma un amministratore esperto e che sappia sentire il polso della città prima ancora che la città si accorga di un malessere in arrivo. Si tratta di un compito enorme e mi auguro che De Magistris abbia sufficiente capacità per portarlo a termine, laddove manca di esperienza come sindaco.
Ma sono preoccupato da un altro aspetto della questione. Questa vittoria rappresenta un simbolo molto importante, poichè veicola il desiderio la fortissima volontà della popolazione di essere governata con giudizio e onestà, fuori dalle regole di partito e dagli intrallazzi che hanno prosciugato la salute del paese. Il simulacro vivente di questo desiderio è attualemente incarnato da Luigi De Magistris. Se cade lui, non cade solo la città ma tutto il cosiddetto ‘vento di cambiamento‘ che sta soffiando sul paese. E qui veniano al dunque: vogliamo parlare del suo ego smisurato?
Se non si sgonfia un poco rischia di diventare un piccolo Berlusconi del Vomero e questo sarebbe tragico, poichè getterebbe nel cesso tutti i grandi risultati ottenuti in questi giorni. Senza possibilità di appello.
In tal senso, mi pare molto più giudizioso Pisapia, a Milano.
Naturalmente nutro grosse aspettative per la mia città e mi auguro che questo nuovo corso porti una rinascita rapida e di tutti, per questo faccio il tifo per il nuovo sindaco, ma anche e soprattutto per ciò che rappresenta: per il cambiamento che sta portando e che è ancora dannatamente fragile.
Non buttiamo tutto alle ortiche, perciò: forza Gigi, ma nun fa’ strunzate!
Due settimane di fibrillazione. Due settimane nelle quali ogni dichiarazione poteva far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Dopo anni nei quali i cittadini si sono ampiamente rotti i coglioni di una politica ammuffita e logora, sepolta dal gioco delle tre carte con cui le poltrone passavano da un sottosegretario a un ministro e viceversa, in un circolo senza sosta. Dopo anni di sopportazione ai limiti dell’autolesionismo, ecco finalmente la volontà popolare, il succo della democrazia, dare una forte sterzata politica al paese.
Berlusconi perde dapperrutto, tranne forse a Varese e Iglesias, ma non per merito del PD, quanto piuttosto per merito di chi si è messo in gioco con nuove idee e con il coraggio di proporre un cambiamento forte, radicale e impopolare, rischiando il tutto per tutto.
Anni di promesse vuote, di disastri, di disoccupazione e impoverimento generale, anni di corruzione a 360 gradi e di malcostume politico sono stati pesati, misurati e finalmente rigettati al mittente. Emblematica la disfatta ad Arcore!
La voglia di onestà, di riscatto nazionale e di giustizia è cresciuta a dismisura e ha trovato la sua naturale via di sbocco. Sperando che adesso il nuovo sistema politico riesca a fare misericordiosamente a pezzi quello vecchio e sperando che chi verrà saprà imparare dagli errori passati.
Nel frattempo voglio illudermi che il vento sia davvero cambiato e che porterà le novità tanto desiderate. Mi voglio proprio godere questo momento!
Vorrei vedere un guizzo d’orgoglio della destra, mortificata e messa in imbarazzo ogni giorno dalle buffonate del suo leader pagliaccio.
Vorrei vedere i sostenitori di Berlusconi indignarsi quando i suoi giornali fanno terrorismo da quattro soldi paragonando i pm e gli avversari politici nientemeno che alle Brigate Rosse. Vorrei sentire qualcuno di loro, soprattutto le brave persone (e ne conosco tante), dire “ma che cazzo dice?“.
Persino la Lega sta prendendo le distanze.
Non mi riferisco ai tanti (dis)onorevoli del pdl ma alla gente comune, a quelli che dovrebbero specchiarsi nelle facce dei supporters del premier, che dovrebbero riconoscersi nei volti di chi manifesta a sostegno di Berlusconi fuori delle aule di tribunale. Ecco, voi davvero vi sentite uguali a persone come questa?
Davvero vi riconoscete nella mandria adorante che si abbevera ai suoi comizi con tanto ardore? Sul serio credete alle menzogne che vi racconta?
Credete ancora ai comunisti? E a babbo natale? Provate per un attimo a immaginare come sarebbe la realtà se le cose che vi vengono dette fossero false. Davvero credete che Berlusconi sia l’ultimo baluardo di libertà contro il comunismo, che non esiste più se non a Cuba e in Cina?
E come spiegate che la crescita del paese è ferma da due anni? È sempre colpa dei pm? E la disoccupazione da dove esce fuori, l’hanno portata i comunisti?
E la povertà dilagante? E il mignottame? E l’ignoranza? E le case di cartapesta? E i rifiuti? E i soprusi? Colpa dei pm comunisti, vero? Che impediscono al povero Silvio di lavorare. E il resto del parlamento che fa, pettina le bambole?
Ma sveglia!
Vorrei che queste persone si destassero con un moto d’orgoglio, che si scrollassero tutta la propaganda grezza e pressappochista che gli è stata riversata addosso e dicessero “no, io non sono così fesso!“.
Perchè non vi rimboccate le maniche e non lavorate per una destra migliore, senza bunga bunga, senza leccare il culo agli industriali, senza collusioni e con un po’ più di umiltà? Si tratta di fare del bene a voi, prima ancora che al paese.
Forza, aprite gli occhi, sono sicuro che ce la potete fare!
Leggo con interesse la lucida analisi di Dario Ferri sulle reazioni della sinistra alle passate dichiarazioni pro Israele di Saviano e Travaglio. La simpatia per il popolo israeliano può diventare è un argomento molto imbarazzante e che ti può far trovare involontariamente catapultato a destra di Hitler, se la esprimi. Imbarazzante a tal punto, che il gruppo Sinistra per Israele dichiara esplicitamente nella homepage che il suo nome non è un ossimoro. Ciò vuol dire che è sempre un male confondere i governati con i governanti. Un po’ come se all’estero dicessero che siamo tutti come Berlusconi. A voi farebbe piacere essere scambiati per Berlusconi?
Il paesino di don Matteo col tasso di criminalità di Caracas.
È chiaro: da quando non c’è più don Matteo, i cattivi fanno quello che gli pare!
Ci vorrebbe una puntata di Forum per spedire tutti i mariuoli a Lampedusa, dove per intercessione del Santo Premier saranno teletrasportati tutti nel paesino di don Camillo, in compagnia del loro amico, il bolscevico onorevole Peppone!
Poi scopri che Il paesino ecc… è solo il nome di un utente facebook e ti senti tanto cretino.
Resta il fatto che un’azione congiunta fra Berlusconi e Dalla Chiesa risolverebbe i problemi di Caracas.
Festival delle mongolfiere a Hamilton, Nuova Zelandia.
Spettacolare festival dei palloni aerostatici in Nuova Zelanda, dove decine di mongolfiere colorate si solleveranno in cielo fino al 3 aprile, ma non c’è bisogno di andare fin lì per godersi lo spettacolo delle palle che si gonfiano. Qui da noi dura da vent’anni.
Il Santo Presidente promette il miracolo a Lampedusa.
Berlusconi vola a Lampedusa e, trasfiguratosi in Bertolaso, promette di risolvere l’emergenza in 60 ore.
I tunisini andranno a terzigno e i libici al poligono di Quirra. Già pronti i centri di accoglienza differenziata.
Lampedusa candidata al Nobel.
Berlusconi annuncia la candidatura dell’isola al prestigioso premio.
In lizza anche la variante Barberino-Roncobilaccio, l’orto di Al Bano, la salma di Liz Taylor e Doraemon.
Auto da materiali naturali.
In Brasile, ricercatori studiano come utilizzare materiali biodegradabili nella costruzione di automobili. Vedremo auto fatte di banane, ananas e cocco.
Da noi sono anni che la Fiat fa auto di merda.
In mezzo a tanti denigratori comunisti, meno male che c’è ancora qualcuno che dice le cose come stanno davvero!
Se esiste ancora qualcuno che guarda Forum e non abbia 80 anni, allora avrà certamente avuto modo di godersi l’ultimo siparietto, messo in scena dagli autori della trasmissione a beneficio del nostro sempre più amato Presidente del Consiglio.
I due attori, interpretando due coniugi aquilani separati e litigiosi, non hanno perso tempo a sottolineare il successo di Berlusconi nella ricostruzione della città, con farneticazioni a dir poco inquietanti.
Ecco qualche lapidario estratto:
- tutte le attività commerciali hanno riaperto;
- il capoluogo é in piena ricostruzione e sta tornando come prima;
- gli sfollati assistiti “sono rimasti fuori solo trecento, quattrocento persone: stanno in hotel perché gli fa pure comodo, mangiano, bevono e non pagano nulla, pure io ci vorrei andare“
Quel pure io ci vorrei andare è allucinante, fa venire i brividi. Davvero Marina Villa, questo il nome dell’attrice, vorrebbe vivere da terremotata, senza più una casa e ospite di un albergo da quasi due anni? Le implicazioni sono gravissime, poichè si vuole sminuire non solo il senso della protesta di un’intera cittadinanza, amministrazione compresa, ma addirittura la dignità di persone che hanno subito una disgrazia durissima e che sono tuttora costrette a vivere in stanze d’albergo!
Ovviamente non poteva poi mancare l’inevitabile ringraziamento a Silvio Berlusconi, per lo splendido lavoro compiuto, e persino a Guido Bertolaso.
La smentita è giunta puntuale da parte dell’assessore alla Cultura dell’Aquila, Stefania Pezzopane, in una lettera a Rita Dalla Chiesa.
“Noi tutti“, scrive la Pezzopane, “che viviamo quotidianamente il dramma e la desolazione di vedere la nostra città distrutta e abbandonata, ci sentiamo offesi e presi in giro“.
Il testo completo della lettera potete leggerlo qui (con dispositivi mobili potreste avere problemi a scaricare il file).
Come se ne avessimo ancora bisogno (ma forse è davvero così), questa è l’ennesima dimostrazione che il nostro paese necessita sempre di più di una cura ricostituente della dignità e del cervello, quest’ultimo oramai completamente rattrappito dalla mediocrità, per non dire che è affogato nella merda.
Le reti di Berlusconi ricorrono sempre più spesso a mezzucci meschini e disgustosi per inculcare le menzogne governative ma la cosa peggiore è vedere quanta cattiveria si usa per screditare coloro che si oppongono e ancora protestano per avere una casa e una vita normale nella loro città.
Sapete questi attori quanto hanno avuto per recitare la loro parte? 300 euro. Un cazzo, praticamente, il prezzo bassissimo della loro dignità.
In miniera li manderei a recitare. Magari in zona sismica.
Chissà cosa penserebbe il padre della Dalla Chiesa, se fosse ancora vivo, del comportamento prezzolato della figlia.
La misteriosa precisazione apparsa ieri sul sito del governo ha fatto nascere un coro di domande. Che cosa avranno voluto dire? Si tratta forse di un messaggio in codice?
Ecco, noi di memorand0m siamo orgoglionissimi di annunciarvi la soluzione dell’enigmatica questione.
Attacco di Berlusconi alla scuola: gli insegnanti inculcanoconcetti contrari ai valori cristiani. È dunque ufficiale l’introduzione, nelle classi, di storia del bunga-bunga.
La mia prima reazione, dopo l’ennesima megaputtanata di Silvio Berlusconi, è stata quella di riderci sopra. Effettivamente è motivo di grasse risate vedere uno degli uomini più moralmente corrotti dell’universo fare il bacchettone al centro di un congresso di altri bacchettoni. Faceva anche tenerezza vedere quest’uomo aggirare in maniera imbarazzante il concetto di morale cristiana, evitando gli argomenti scottanti del sesso e preferendo il sempreverde matrimonio gay o le adozioni dei single. Successo sicuro fra i cattolici riformisti!
La seconda reazione, invece, è stata una fortissima incazzatura nel constatare che una parte imponente e importantissima delle istituzioni (quella dell’Istruzione) ha dovuto subire una tale mortificazione pubblica.
Quella di Berlusconi non è stata solo una marchetta al Vaticano, è stato anche e soprattutto il manifestarsi parossistico di un pensiero distorto, secondo il quale i valori sociali, di eguaglianza, rispetto e onestà, che poi sono quelli insegnati nelle scuole pubbliche, sono valori contrari a quelli insegnati nelle famiglie. In tal senso, le scuole private e paritarie garantirebbero un’educazione in linea con quella auspicata dal premier, cioè tanto volemosebbene, una continua overdose di valori edulcorati e malleabili e, naturalmente, metterebbero al riparo i giovani virgulti dallo stress da troppo studio, che affligge invece i poveri prigionieri dei gulag mascherati da scuole pubbliche (che, ricordo, sono statali, cioè appartengono alla stessa istituzione – ahimè – governata da Berlusconi). Questa cosa ha delle implicazioni di non poco conto.
È interessante notare come in India ci considerino simili a loro, almeno per quanto riguarda un piccolo particolare politico: la corruzione.
È sempre un piacere sentirsi amati all’estero.
La maggior parte degli indiani confessa di sentirsi a casa in Italia: la vita è caotica, nessuno rispetta le regole, la polizia è corrotta, vi è una considerevole evasione fiscale, la mafia controlla grosse fette del territorio, il governo è incapace e i benestanti fanno una bella vita. (fonte: The Hindu)
E a proposito di corruzione e degrado morale, leggete cosa scrive il Guardian:
Il berlusconismo è una piaga della società italiana. Anziché la solidarietà, propone un falso individualismo. Anzichè duro lavoro e professionalità, suggerisce ai giovani di diventare ricchi velocemente con l’astuzia, le truffe e l’utilizzo del proprio corpo. Il vero scandalo è che un’intera generazione, che lotta per immaginare un futuro, si confronta solo con lo svilimento morale incarnato dai suoi stessi leader. (fonte: The Guardian)
Francamente, lo dico senza mezzi termini: Berlusconi mi fa pena.
A 74 anni suonati resta sovrano su un trono traballante, mentre un esercito di serpi cresce alla sua ombra.
Berlusconi esercita il potere in maniera oramai stanca, senza l’entusiasmo rabbioso del conquistatore (vile) che è stato ma piuttosto con l’ostinazione del pensionato deluso, schiavo di se stesso e dei suoi vizi. Un uomo che cerca ad ogni costo e per forza di divertirsi, inteso nel senso di vivere in un costante stato di felicità forzata, come fanno certi adolescenti per non pensare alle cose che vanno male e per tenere lontane l’angoscia e la tristezza. Una vita perennemente sotto le luci e circondato dai suoni per non sopportare il dolore del buio e del silenzio.
Berlusconi governa come un monarca. Non c’è legge che gli sia superiore, ma anzi è lui a fare le leggi, purchè a suo uso e consumo. Tutto gli appartiene. Le cariche istituzionali sono doni per le sue concubine, i pezzi dello Stato sono favori per i suoi alleati. Tutto è di sua proprietà, come gli italiani d’altronde.
Eppure adesso è solo, al centro di una finzione nella quale è ancora amato, dai suoi lacchè, dalle prostitute che lo circondano e che amano solo i suoi soldi e i suoi favori e delle quali ogni tanto forse persino si invaghisce. Ruby, che gli ha rubato il cuore, la Minetti che ha avuto in dono una carica da consigliere regionale in Lombardia. I suoi stessi amici lo ingannano. Mora gli chiede un prestito, ma poi spartisce con Fede. Inventa anche una fidanzata e qualcuna persino raccoglie la sfida.
Gianfranco Fini ha fatto un decisivo exploit, in questi ultimi mesi, che lo ha portato rapidamente in cima a tutte le principali discussioni politiche. Rimane sicuramente interessante capire il motivo di questo improvviso atto di ribellione, tanto inatteso quanto apparentemente immotivato.
Dopo 16 anni nei quali Berlusconi ci ha abituato (e stancato) a un governo fatto di continue violazioni costituzionali, attacchi violenti alla giustizia, collusioni con mafia e camorra, manipolazioni dell’informazione fino a raggiungere un diffuso livello di anestesia culturale e un preoccupante essiccamento della capacità critica dell’opinione pubblica, dopo 16 anni di precipitoso tracollo economico, è ora di aprire le finestre e cambiare quest’aria stantia e viziata, così si avanza l’idea del nuovo, di un avvicendamento al potere. Nonostante il consenso del cavaliere sia al tracollo, l’elettorato di centro-destra è sempre saldo sulla sua posizione e lo dimostra il rafforzamento della Lega Nord.
L’alzata di testa di Fini spacca questo stato di cose, poichè non solo mina la solidità già traballante del governo ma prende le distanze da un sistema di destra troppo di destra, allontanandosi da Bossi e flirtando con Casini e Rutelli, per un più morigerato partitone di centro.
Per ciò che ha fatto, agli occhi di tutti Fini appare un eroe (anche di chi, inizialmente, lo ha indicato come un traditore e ora si sta rapidamente ricredendo), eppure se avessimo una memoria storica più lunga e una capacità critica non offuscata dalla diffusa mediocrità mediatica dei nostri giornali e televisioni, sapremmo che non è così. Fini sta solo cavalcando l’onda e raccogliendo i delusi.
Leggevo ieri, non senza qualche fatica, la lettera pubblicata da Walter Veltroni sul Corriere della Sera. In effetti, non sentivo affatto la sua mancanza e questa lettera conferma che avevo ragione.
Scrivo al mio Paese e vi dico cosa farei
Mi ha colpito soprattutto la precisa tempistica con cui lui, leader sconfitto delle scorse elezioni, torna in scena proprio adesso che gli scricchiolii del governo si fanno più forti. Non gli basta aver traghettato il PD alla sconfitta di due anni fa, dopo aver inciuciato neanche troppo sottobanco con Berlusconi e aver fatto una campagna elettorale basata sul nulla, adesso vuole darci anche dei consigli, nella speranza forse di perdere pure le prossime.
Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo.
Pollycoke :)
Completo, utilissimo e divertente sito su quanto di più possiate volere circa il mondo opensource, linux, la musica, linux, il surf, linux e tutto il resto… (linux)