La salute è una gran brutta bestia, eh. Già.
Pensate a quanta fatica occorre per non ammalarsi, evitare disgrazie, mantenersi interi e con tutti gli organi dentro e, più in generale, per non morire. Richiede un livello di attenzione costantemente elevato, un allarme sempre pronto a scattare dentro la testa, una sorta di salva-la-vita-beghelli direttamente impiantato nell’ipotalamo attraverso il culo. Uno stress, una faticaccia immane, anche perchè gli attentati alla salute provengono da ogni direzione e i nostri nemici sono quelli che più spesso ci sembrano amici.
Prendiamo il caffè, ad esempio. Il caffè eccita, fa male al cuore, produce acidità di stomaco e non fa dormire. Merito della caffeina. Meglio un decaffeinato, allora. Un decaffeinato non eccita, rispetta il cuore, non fa incazzare l’ulcera e fa dormire sonni tranquilli e riposanti, almeno finchè non si viene a sapere come cazzo fanno a togliere la caffeina da lì dentro!
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Archivi delle etichette: caffè
Corto è meglio che lungo.
La fertile creatività di artisti ricchi di talento, ma un po’ meno di denari, dà vita quasi sempre a cortometraggi divertenti e pieni di grinta.
Il bello di questi brevi clip è che riescono a riassumere e condensare un’intera storia in pochi minuti, quando mediamente un film al cinema diluisce una vicenda il più delle volte molto banale in non meno di un paio d’ore. Qualcuno ha detto Avatar?
Questo risale a fine 2008:
Titolo: E.T.A.
Autore: HenrikBClausen
Le inflessibili leggi del mercato
La miniaturizzazione del prodotto impone la maggiorazione dei costi e per questo motivo una fighissima moka da tre tazze viene a costare 30 fucking euro.
Vale l’inflessibile legge di mercato: ti piace? PAGA!
In pratica dieci euro a tazza.
Considerando che un caffè al bar costa forfettariamente 80 centesimi, occorrono 37.5 tazze per rientrare nella spesa. Considerando una media di due tazze al giorno, l’ammortamento avviene dopo 18.75 giorni. 1
Chi ha le coronarie forti può provarci in una settimana.
