Bluray di Heaven&Hell.
Se fanno il BR dell’ultimo tour di Ronnie James Dio con i Sabbath, pianto una tenda di fronte allo store più vicino e offro coniglio arrosto e abbacchio ai passanti, rigorosamente cotti su fuoco da campo. Coniglio e abbacchio, s’intende, non i passanti.
Nonostante l’età e, probabilmente, già la malattia, vedere l’energia, la vitalità, la tecnica e la FORZA di quest’uomo che adesso non c’è più è qualcosa di straordinario. Se ci penso mi vengono i brividi.
Ho scoperto per caso questo piccolo gioiello, si tratta della cover di Dream On degli Aerosmith fatta dall’immenso Ronnie James Dio, coadiuvato da un Malmsteen che si mantiene su registri piuttosto dignitosi, senza strafare, e volevo condividerlo con tutti voi, che non vi fata bastare lady gaga e x-factor.
Il video di supporto è piuttosto insulso, ma basta solo chiudere gli occhi e lasciarsi andare.
Ehi, figo, in questi giorni ho colmato una mia grande lacuna musicale, il progetto Ayreon. Non è una band, è invece il sogno di un musicista impazzito che si circonda di guest star e tira su album incredibili di rock progressivo qui, oggi, nel III millennio (anzi già qualche anno prima). L’idea alla base del progetto è quella di raccontare storie attraverso un concept che si sviluppa tramite più personaggi, ognuno interpretato da un diverso artista. Nei vari album appaiono nomi del calibro di James LaBrie, Bruce Dickinson, Hansi Kursch a Russell Allen.
Diciamo che mediamente ogni album contiene una completa opera rock, comodamente adagiata su un paio di sostanziosi cd e che oggi si possono facilmente acquistare in giro a portata di click, senza neanche svenarsi. In particolare, ho ricevuto per posta questo magnifico lavoro:
Ah quei maledetti!
Da quando le forze dell’NTA (Nucleo Trasloco Abusivo) mi hanno trovato e costretto a cambiare rifugio, sono diventato un uomo sconnesso non solo piú mentalmente ma anche internettisticamente parlando!
La pena per trasloco non autorizzato prevede una triste esistenza offline fino al 24 gennaio (mortacci…), meno male che ho nascosto questo telefonillo nel pacco delle mutande usate (voi non sapete quanto potere dissuasivo hanno mutande e calzini usati!), così è sfuggito ai controlli.
Considerate questo post come un pizzino.
Se non mi troveranno, ci sentiremo ancora!
Nel frattempo, vi lascio con una tipica canzone da cella, presa dall’ultimissimo album di questa feccia da galera qui sotto!
Si dice che uscirà a gennaio, tsè ma io ce l’ho già da tre giorni!
Musicalmente parlando quest’anno è stato una fregatura.
Dopo silenzi infiniti, i signori Blind Guardian, Nevermore, Iron Maiden (vabbè, questi sono stati meno in silenzio degli altri), Gamma Ray e Mike Patton sfornano un album a testa tutti insieme e voi sapete che vuol dire comprare tanti cd tutti insieme, vero? Tutti insieme perchè non me l’aspettavo e l’ho scoperto solo in quest’ultimo mese. Sono poco attento, lo riconosco.
E adesso ho il portafogli in fin di vita!
Come se non bastasse fra 12 giorni mi sposo e fare provvista di musica mi sembra un più che dovuto tributo alla mia passione di sempre, soprattutto in prossimità dell’imminente allargamento della line-up familiare. Read the rest of this entry »
Con notevole ritardo, mi sono accorto solo ieri che nei negozi è uscito l’ultimo album dei Nevermore (e, se è per questo, anche dei Blind Guardian).
Il cd si chiama The Obsidian Conspiracy e, incuriosito al massimo, sono andato a leggere un po’ di recensioni in giro per la rete.
L’opinione diffusa è che il quartetto (ne hanno perso uno per la via) abbia asciugato lo stile, proponendo pezzi più brevi e dalla struttura semplificata, con una generale predilezione per la melodia, come già lasciava intuire il lavoro solista di Warrel Dane. Non so se è vero, l’album ancora non l’ho sentito, però in giro si trova il video ufficiale del singolo Emptiness Unobstructed, che vi propongo di seguito e sembra promettere bene.
A dar adito alle leggende, pare che il signor Keith Richards si sia sottoposto a una totale pulizia del sangue, a suo tempo, perchè oramai le droghe non gli facevano più effetto.
Sempre le leggende vogliono che tale Lemmy Kilmister (nato Ian Fraser Kilmister, nel natale del 45), volesse sperimentare la stessa soluzione ma, interpellato il medico, si sentì rispondere che, dato il suo stile di vita, probabilmente il sangue puro avrebbe potuto ucciderlo.
Altra variante della stessa leggenda afferma che – da un punto di vista medico – Lemmy dovrebbe essere morto, data la vita di eccessi a cui si è sottoposto. In pratica, il suo sangue ucciderebbe qualunque altro essere umano.
Liberamente tratto da “La Sottile Linea Bianca” – autobiografia di un rocker.
Direttamente dal mondo di Marty McFly, una band che suonava col cuore e meritava molto ma molto più di quello che ha raccolto.
Ve la propino perchè sono troppo ganzi!
Se volete vederli in azione, attraversate la linea…
Correva l’anno 1998 quando la band di Leyton (est di Londra, grazie Wiki) diede alle stampe Virtual XI, album della discordia definitivo, quello che generalmente si può trovare raschiando la fetenzia incrostata sul fondo di qualunque barile (insieme a No Prayer, imho). Da quel momento per me fu un periodo di delusione, al punto che mi disaffezionai alla band e persino all’allora transfugo Bruce.
Fu nel 2000 che mi ci riavvicinai, in occasione della reunion definitiva. L’album non era proprio bellisimo, ma faceva sicuramente ben sperare per il futuro. Per apparire più terzo millennio, poi, decisero di dare un taglio quasi netto col passato (e ai capelli, almeno Bruce), relegando in un polveroso sgabuzzino i vecchi classici, tranne quei cinque o sei soliti che sfornano ad ogni concerto giusto per non essere vandalizzati dai nostalgici (cioè tutti).
Tutto questo in nome della nuova identità della band, del nuovo corso musicale, dell’evoluzione creativa e le solite cagate.
Tutto logico, tutto legittimo, tutto a posto, finchè…
Pollycoke :)
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