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Nazisti spaziali e il modello ibrido di finanziamento.

08 Lug

Mettiamo ipoteticamente che un tale Samuli Torssonen, cineasta in bolletta, decida di realizzare un film, magari di fantascienza e pieno di effetti speciali in costosa grafica computerizzata. Mettiamo, poi, che per realizzare il progetto abbia bisogno di 8,5 milioni di dollari ma si rifiuti di ricorrere alle vie tradizionali, preferendo piuttosto il piano B (c’è sempre un piano B che fa le scarpe al piano A): la colletta!!
Nel nostro mondo fatato, il cineasta riceverebbe infinite donazioni da parte di fan entusiasti e piccoli produttori, una via di mezzo fra la summenzionata colletta e il modello più tradizionale. Un ipotetico economista direbbe che si tratta di un modello ibrido di finanziamento, prima di crollare morto, strafatto di crack.
In questo modo, l’ipotetico film si avvierebbe a diventare una solidissima ipotetica realtà.
Ma al di qua del velo della finzione, dove i soldi li cacciano produttori dalle pance abbondanti, dai vestiti costosi e dai sigari puzzolenti,  quest’esemplare di ottimismo finirebbe in prima fila all’angolo di una strada, a cantare Singing In The Rain con un sudicio cappello in mano. Sotto la pioggia, naturalmente.
Ma la vita imita l’arte, si sa, e così come in un vero film che si rispetti il colpo di scena arriva come un fulmine e sconquassa tutto, invertendo i fattori e trasformando una bellissima fiaba in una incredibile verità.
Ecco come nasce Iron Sky. Un pezzo per volta. Inizialmente viene alla luce un trailer che lascia l’acquolina in bocca a milioni di fan, poi la richiesta di fondi e l’inizio della colletta, perchè un film sui nazisti spaziali lo vogliono tutti e – che diamine – si deve fare! Infine, l’annuncio che la cifra necessaria alla produzione è stata raggiunta (vabbè, al 90%) e le riprese iniziano in autunno, tutto suggellato da un secondo, succoso, trailer.
La trama? Esosi, ma eccola qui: alla fine della guerra, i nazisti sconfitti fuggono sul lato non illuminato della Luna e qui stabiliscono una base spaziale, pronti per ritornare sulla Terra da conquistatori in un futuro non troppo lontano. Sempre che qualche catastrofe/apocalisse maya non gli rovini il piano.
Curiosi? Di seguito l’ultimo trailer.

Dopo l’interruzione, invece, trovate il primo…

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2 commenti

Pubblicato da su 8 luglio 2010 in cinema, fantascienza, internet, media

 

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2 risposte a “Nazisti spaziali e il modello ibrido di finanziamento.

  1. Velenero

    8 luglio 2010 at 09:51

    Ma che gran figata!

    Il tocco di classe del primo trailer è la frase di Armstrong detta in tedesco…! :D

     
  2. Lyserjik

    8 luglio 2010 at 13:25

    Se questi riescono davvero a fare uscire il film (e intendo nelle sale e non in home video) sarò al posto centrale in fila centrale al day one e mi vedrò tutti gli spettacoli, fino a notte fonda! :D

     

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