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Il perchè del dissenso di Fini.

11 Ott

Gianfranco Fini ha fatto un decisivo exploit, in questi ultimi mesi, che lo ha portato rapidamente in cima a tutte le principali discussioni politiche. Rimane sicuramente interessante capire il motivo di questo improvviso atto di ribellione, tanto inatteso quanto apparentemente immotivato.
Dopo 16 anni nei quali Berlusconi ci ha abituato (e stancato) a un governo fatto di continue violazioni costituzionali, attacchi violenti alla giustizia, collusioni con mafia e camorra, manipolazioni dell’informazione fino a raggiungere un diffuso livello di anestesia culturale e un preoccupante essiccamento della capacità critica dell’opinione pubblica, dopo 16 anni di precipitoso tracollo economico, è ora di aprire le finestre e cambiare quest’aria stantia e viziata, così si avanza l’idea del nuovo, di un avvicendamento al potere. Nonostante il consenso del cavaliere sia al tracollo, l’elettorato di centro-destra è sempre saldo sulla sua posizione e lo dimostra il rafforzamento della Lega Nord.
L’alzata di testa di Fini spacca questo stato di cose, poichè non solo mina la solidità già traballante del governo ma  prende le distanze da un sistema di destra troppo di destra, allontanandosi da Bossi e flirtando con Casini e Rutelli, per un più morigerato partitone di centro.
Per ciò che ha fatto, agli occhi di tutti Fini appare un eroe (anche di chi, inizialmente, lo ha indicato come un traditore e ora si sta rapidamente ricredendo), eppure se avessimo una memoria storica più lunga e una capacità critica non offuscata dalla diffusa mediocrità mediatica dei nostri giornali e televisioni, sapremmo che non è così. Fini sta solo cavalcando l’onda e raccogliendo i delusi.

Ci siamo mai chiesti per quale ragione Fini, dopo essere stato il gregario di Berlusconi per qualcosa come 16 anni (anno più anno meno) e averne condiviso tutte le scellerate decisioni, si sia svegliato di colpo con un sussulto di moralità e abbia deciso di tirarsi fuori dal carro dei vincitori, così fragorosamente?
Cosa è successo? Cosa è cambiato? Perchè ora e non prima?

Nel tempo, il consenso di Berlusconi ha subito un decadimento via via più rapido, eroso sia dalla sempre maggiore evidenza della sua corruzione politica, sia dai suoi indifendibili eccessi personali.
Tutti i poteri che in questi anni si sono cibati avidamente della linfa che ne scaturiva, dei favori, delle mazzette, degli scambi, vedono ora un possibile baratro avvicinarsi sempre più pericolosamente. Da ciò, l’urgenza di abbandonare la barca che affonda. I banchieri, i costruttori, gli intrallazzatori, gli “amici” del governo sono adesso diventati amici di Fini, garantendosi la sopravvivenza al tracollo imminente.
Il j’accuse di Fini non può diventare la voce dominante di un coro di denunce, non può raccogliere e catalizzare tutte le voci del dissenso, non può diventarne il simbolo, poiché non ne condivide un uguale desiderio di legalità e rinascita. Non c’è alcuna volontà di cambiamento alle sue spalle, solo l’istinto di sopravvivenza di una classe di poteri nascosti. Cadrà qualche testa, ci saranno i necessari rimpiazzi, ma alla fine il sistema di favori e intrallazzi attualmente esistente si prolungherà attraverso la crisi, sopravvivendo a essa.
D’altronde, non potrà che essere così: perché mai colui che è stato il vice di Berlusconi per 16 anni, che ne condivide ogni segreto retroscena, ogni scellerato accordo, che conosce i nomi di coloro che sono implicati nelle torbide faccende note, perché mai, dunque, un uomo così dovrebbe garantire la rinascita morale e legale del paese? Io non ci credo e mi auguro di non essere il solo.

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3 commenti

Pubblicato da su 11 ottobre 2010 in politica

 

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3 risposte a “Il perchè del dissenso di Fini.

  1. Darsch

    11 ottobre 2010 at 11:56

    Non sei il solo. Concordo perfettamente con la tua analisi.

     
  2. Simone82

    12 ottobre 2010 at 19:41

    Così en passant tocca aggiungere che negli ultimi 16 anni di governo, quasi 9 li ha fatti la sinistra… Anni in cui le vacche non sono mai ingrassate ed il tracollo è ugualmente continuato, tanto che ogni volta che ha governato la sinistra il popolo italiano è IN MASSA tornato a votare Berlusconi (mentre non è mai successo il contrario nelle 2 occasioni avute). E oggi, nonostante tutto, la sinistra è inesistente, evanescente e ridicola come e più dei suoi elettori.
    È arrivato il tempo che qualcuno vi spieghi che con le accuse ed i film di fantascienza che vi siete costruiti non si vincerà mai nulla e anzi, come pure sono d’accordo, si continuerà soltanto a sopravvivere e mai ad innovare realmente…

     
  3. Lyserjik

    13 ottobre 2010 at 08:15

    La sinistra ha molte colpe, è vero, ciò non toglie che Fini non può scrollarsi di dosso così, come se niente fosse, 16 anni di connivenza con Berlusconi e fare finta di essere una nuova alternativa. E aggiungo che il declino che abbiamo avuto con Berlusconi non l’abbiamo avuto con la sinistra, ma penso che tu sia ben documentato a riguardo e hai le tue idee.

     

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