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Il lampo di Jay Fine.

15 Ott

Il fulmine si scarica sulla Statua della Libertà.

Il lampo è arrivato, e ora? Jay Fine, fotografo newyorkese di 58 anni, è improvvisamente apparso in tutti i titoli e i feed circolanti in rete per la sua incredibile fotografia di un lampo che colpisce la Statua della Libertà, a NY. La didascalia della notizia è sempre la stessa e ci racconta di un uomo che ha inseguito il sogno di scattare questa foto per 40 anni. I dati dell’immagine ci danno un tempo di posa di 5 secondi e, siccome ha scattato circa 80 foto durante il temporale, possiamo immaginare, con un rapido calcolo, che il tempo di scatto complessivo sia durato più o meno 400 secondi, cioè quasi 7 minuti. 7 minuti in cui ha scattato fotografie di fulmini nella speranza di inchiodarne uno che cadesse proprio sulla fiaccola. Esistono strumenti avanzati per riuscire a fotografare un fulmine, si chiamano lightning trigger e, come suggerisce il nome, si tratta di sensori capaci di rilevare la scarica e inviare il comando di scatto all’otturatore della fotocamera, in una frazione di secondo. Naturalmente hanno costi molto elevati, a meno che non si voglia costruirselo da soli. Il fotografo di fulmini, invece, adotta una tecnica molto più semplice ed economica: scatta e aspetta. Semplicemente, basta montare la macchina su un treppiede, impostare un tempo di posa molto lungo, scattare e aspettare. In questo modo è più semplice catturare il momento in cui il fulmine si scarica sulla terra, basta solo avere la pazienza di scattare e aspettare per tutta la durata del temporale. Per gli interessati, qui trovate un tutorial sull’argomento.

Mr. Fine ha avuto la pazienza di aspettare ben 40 anni il momento di questo scatto ed è stato, naturalmente, premiato. Immagino che in questi 40 anni abbia speso il suo tempo anche in altre e più piacevoli faccende e che la fotografia temporalesca abbia costituito una percentuale piuttosto esigua dei suoi impegni, ad ogni modo c’è riuscito e la sua caparbietà è stata lodevole. Si è trattato decisamente del desiderio di una vita, forse non il sogno che tutti noi vorremmo vivere, magari è un sogno per così dire minore, però è stato un obiettivo che ha tenuto vivo l’entusiasmo dell’ uomo per quasi tutta la sua esistenza, una vita che adesso risulterà sicuramente diversa da prima.
Non so voi, ma leggendo questa notizia ho provato un moto di simpatia per l’uomo. Diventato improvvisamente famoso a livello planetario, si tratta di un fotografo professionista che ha fatto ben più di questo, un professionista che ha dedicato la vita non a inseguire un fulmine su una statua ma a raccogliere gli scatti più belli che è riuscito a comporre. Se il fulmine sulla Statua della Libertà è uno scatto indubbiamente spettacolare (e tecnicamente molto ben realizzato), Fine possiede un portfolio decisamente più ampio e importante. Andate a visitare il suo photostream su flickr, poichè contiene dei lavori molto belli che sicuramente vale la pena vedere (e alla fine non rimarrete delusi). Oltretutto, è il modo migliore per apprezzare il lavoro di un uomo attraverso 40 anni di carriera spesi non soltanto a inseguire un fulmine.

La luna su Bayonne. Jay Fine.

 

Battery Park. Jay Fine.

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5 commenti

Pubblicato da su 15 ottobre 2010 in fotografia

 

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5 risposte a “Il lampo di Jay Fine.

  1. Mike

    15 ottobre 2010 at 12:27

    Grazie mille per aver linkato il mio tutorial.

    Saluti
    Michele

     
  2. Eldo Belmont

    15 ottobre 2010 at 13:17

    sulle foto mi viene in mente un aneddoto carino in un film che si chiama smoke.

    ;)

     
  3. Lyserjik

    15 ottobre 2010 at 14:35

    Mike :

    Grazie mille per aver linkato il mio tutorial.

    Saluti
    Michele

    Prego. E’ un articolo molto interessante, tra l’altro sono contento di avere scoperto il tuo blog.

    @Eldo: Smoke mi manca, lo tengo segnato fra i film da vedere ma non lo vedo mai. Scena magistrale, direi.

     
  4. Anonimo

    30 giugno 2011 at 23:48

    grazie sono un’insegnante di fotografia e la srquenza del film mi è piaciuta molto è vero le foto non sono tute uguali. Una volta ho fatto fotografare ai ragazzi una sedia sfidandoli a constatare che i tisultati non sarebbero stati tutti uguali e alla fine abbiamo realòizzato una mostra anche molto apprezzata.Questa scena rappresenta la sintesi del linguaggio fotografico,ancora grazie.

     
    • Lyserjik

      1 luglio 2011 at 08:55

      Ciao. Hai toccato un argomento che mi sta molto a cuore. Molte foto ad esempio di luoghi famosi sono viziate dal fatto che ne esistono alcune che danno una specie di linea guida allo scatto. La Torre Eiffel, per citarne una, è fotografata sempre allo stesso modo e sono pochissime le persone che decidono di usare un differente angolo di ripresa o una luce diversa o un contesto e una composizione più originali. Questo perchè le foto che vediamo su internet, o anche su altri media, sono sempre le stesse e diventano un modelo da imitare.
      Ecco, a questo punto che differenza c’è tra una foto scattata da una persona piuttosto che da un’altra, quando il soggetto è lo stesso e anche tutte le condizioni al contorno restano immutate?
      Insomma, la Torre Eiffel, ma anche la Statua della Libertà o il Colosseo, rimane sempre la stessa, se scattiamo inquadrandola al centro, col sole di mezzogiorno e d’estate, tanto per fare un esempio. Allora perchè scegliere una foto invece di un’altra?
      Ciao e grazie per aver visitato il mio blog! :)

       

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