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J.J. beam me up!

17 Nov

Non sono un gran fan di Star Trek, sono piuttosto un simpatizzante della serie, anche se preferisco Star Wars come spettacolarità, ironia, ritmo e, in una parola, energia. Di Star Trek ho visto quasi tutti i film, tranne gli ultimi, più qualche puntata sparsa della serie, non sono cioè il tipico appassionato che conosce ogni singolo retroscena dell’universo creato da Roddenberry. Questa premessa per spiegare che mi sono avvicinato all’ultimo film, il reboot della serie da parte di J.J. Abrams (il papà di Lost, Alias e Cloverfield) uscito nel 2009, con serena circospezione. Mi aspettavo qualcosa di dinamico e modernamente superficiale, una specie di Mission Impossible ambientato nel XXIII secolo, bello da vedere ma che si dimentica subito. Il film dura poco più di due ore e scorre via con veloce leggerezza, snocciolando con precisione gli episodi che conducono lo spettatore attraverso tutta la trama, fino al prevedibile epilogo anche se, in realtà, non è la trama il punto forte del film. Forse per la prima volta in tutto la sua vita, Star Trek si rivitalizza e diventa a misura di spettatore, senza però tralasciare la sostanza. I personaggi, infatti, sono vivaci, divertenti, intensi e dotati di spessore, tanto da lasciare un’impronta anche dopo la fine del film. Era tanto tempo che non mi alzavo dalla poltrona con il dispiacere di dovermi separare da loro e dal mondo nel quale sono immersi.

La U.S.S. Enterprise come appare nel teaser trailer.

Star Trek è bello, divertente, ironico e dinamico, in più Abrams è riuscito a dare spessore a quasi tutti i protagonisti della storia, in controtendenza con Hollywood che vuole personaggi sempre più piatti e trasparenti, basti pensare ai protagonisti del prequel di Star Wars, giusto per citare un esempio classico. Nel mio immaginario Kirk non è mai stato giovane: il clichè di Roddenberry, che voleva l’Enterprise comandata da impavidi quarantenni (quando Shatner fu chiamato nel 66, per la prima serie, aveva 35 anni) era talmente assimilato che non avrei mai pensato a qualcosa di diverso.
Sin dagli anni 60, William Shatner ha incarnato (magistralmente!) una tipologia di uomo integro e massiccio che ha ben poco da spartire con la fresca avventatezza dei nuovi eroi di Abrams e così anche tutti gli altri personaggi della serie originale.

Il nuovo Star Trek, invece, fa il reboot della serie, cioè riporta le lancette indietro al suo inizio non solo metaforicamente ma all’interno dello stesso film, riavviando tutto da capo. L’espediente permette di creare una nuova timeline da cui ripartire senza per questo rinnegare tutto quello che è già avvenuto. La presenza di un attempato Leonard Nimoy, che interpreta lo Spock del futuro, non fa altro che confermare questa idea: il vecchio e il nuovo possono coesistere pacificamente, senza pestarsi i piedi a vicenda.
Tutto il film gronda avventura, ironia (ai limiti del comico in qualche occasione) e forza dall’inizio alla fine e i maestosi effetti visivi di Industrial Light & Magic si può dire che creino un nuovo standard nella serie.

No, Kirk e Sulu non hanno affatto apprezzato la sorpresa dei romulani alla Federazione!

 

L’universo è vivo, la federazione finalmente è popolata da alieni come si deve, non solo da gente vestita come gli antichi romani. Tutto non è solo rinnovato ma riceve anche una intensa scossa di vitalità.
Le avventure si susseguono a velocità curvatura, partendo dal drammatico momento in cui il capitano James T. Kirk viene al mondo e andando avanti attraverso l’Accademia, il decollo dell’Enterprise, gli eventi di Vulcano, fino a essere proiettati contro un nemico del futuro, alle prese con una matassa temporale da districare. Non riusciremo a contare i posti visitati e le avventure vissute. A un certo punto, Abrams ci porta persino sul pianeta di Cloverfield, mescolandolo con Hoth e non nascondendo la sua simpatia per Star Wars (il paragone lo si fa in ogni momento, anche grazie agli  effetti di IL&M e alle innumerevoli citazioni).
Alla fine della visione, riguardando i capitoli del dvd, è impossibile non meravigliarsi  di fronte alle tante cose raccontate. Ne risulta un film alla vecchia maniera, che non si ferma solo al patinato ma arricchisce la visione curando lo spessore dei protagonisti, creando suggestioni futuristiche e cesellando i dettagli.
Se questo è l’inizio di un nuovo corso non lo so, ad ogni modo – come si dice? – il buongiorno si vede dal mattino.
Benvenuto JJ!

Ogni buona amicizia inizia in maniera tempestosa.

 

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3 commenti

Pubblicato da su 17 novembre 2010 in cinema, fantascienza

 

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3 risposte a “J.J. beam me up!

  1. Darsch

    17 novembre 2010 at 18:15

    Sono talmente tanto d’accordo con quanto hai scritto, che sul serio non ho proprio nient’altro da aggiungere… :DDD

    E’ piaciuto tantissimo anche a me. ^^

     
    • Lyserjik

      17 novembre 2010 at 21:21

      Spero che tu l’abbia visto al cinema, dove secondo me l’esperienza sarà stata all’ennesima potenza!
      Pare stiano facendo il seguito. :)

       
  2. Darsch

    22 novembre 2010 at 13:47

    Sìsì rigorosamente al cinema! In effetti è stato molto ganzo :P

     

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