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Il senso della vergogna.

23 Gen

Ho sempre avuto un profondo rispetto per la vergogna, per quel sentimento che mi fa tremare da capo a piedi e venir voglia di nascondermi, di sparire, di non essere riconosciuto se, dicendola alla francese, cago fuori dal bulacco. Una specie di soglia morale del lecito, una spia che ti avvisa quando hai superato il limite. Una forza così potente che ti colpisce anche di riflesso, quando la soglia la supera qualcun altro e tu sei costretto ad assistere. Ecco, oggi (e non per la prima volta) ho provato vergogna leggendo i giornali. La vergogna di sapere che c’è un circolo di potenti idioti che vuole intitolare una piazza a quella serpe di Bettino Craxi. Una vergogna profonda e dolorosa, dovuta non solo all’avvenimento in se stesso quanto all’incredibile tentativo di riabilitare la figura di una persona moralmente corrotta, giudicata colpevole dalla magistratura e fuggita all’estero per non finire in galera. Un vero e proprio latitante, insomma. Siamo di fronte a una evidente inversione polare della legalità.

Se non fosse stato per gli onesti cittadini che si sono ribellati durante la cerimonia per l’inaugurazione di piazza Bettino Craxi, probabilmente adesso starei comprando un paio di biglietti di sola andata per il Canada, perchè credo che un paese dove si intitolano vie e piazze ai criminali è un paese degno d’essere emigrato. Prima di vedere una piazza intitolata a Dell’Utri, là dove si incontrano corso Riina e viale Cutolo, è meglio andarsene.
In un paese civile e onesto le persone corrotte vanno al macero, sostituite da nuovi e migliori rappresentanti della popolazione votante, invece qui da noi si verifica il fenomeno paradossale e assurdo che intorno al corrotto  si erge un muro di protezione e riabilitazione morale, distorcendo i fatti e creando veri e propri falsi storici. Viviamo in un paese dove i criminali di ieri rientrano dalla porta di servizio e si reinsediano come virus resistenti alle cure.
Ricordate Vincenzo Scotti, Cirino Pomicino, De Mita, Pillitteri, Gava? Riordate Mani Pulite?
Tanto per fare i primi nomi che mi sono venuti in mente.
Politici coinvolti e in diversi gradi condannati per reati di corruzione e tangenti varie. Persone che (tranne Gava) nonostante gli avvenimenti ancora ricoprono cariche istituzionali e di rilievo, bazzicando qua e là dove si prendono le decisioni. Ecco, grazie a quelli come loro provo un profondo senso di vergogna per il mio paese.
Ma quando cambieranno le cose?

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1 Commento

Pubblicato da su 23 gennaio 2011 in politica

 

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Una risposta a “Il senso della vergogna.

  1. Darsch

    23 gennaio 2011 at 14:46

    Sottoscrivo ogni parola e pure il sentimento di vergogna.

     

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