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Del significato di libertà e di quanto siamo caduti in basso.

26 Feb

Libertà è diventato un termine molto in voga negli ultimi anni, se ne riempiono la bocca in tanti, qualcuno per scoprire che sapore ha, qualcun altro sperando di poterla masticare e inghiottire prima che possa far danni. Non c’è artista, scienziato o pensatore che non ne parli, e anche giustamente poichè la libertà è il valore fondamentale di ogni essere umano, prima ancora di tutti gli altri. L’Amore stesso è espressione di Libertà.

Il vero sdoganamento alle masse, o meglio la vera massificazione (e mercificazione) del termine è avvenuta quando, aprendo il vocabolario alla lettera ‘L’, ne hanno scoperto l’esistenza anche i politici. Da quel momento, è stato un fiorire di libertà. Siamo sommersi da popoli della libertà, futuro e libertà, sinistra e libertà, libertà e giustizia (quest’ultima però è un’associazione, non un partito politico), e prima c’era pure una casa delle libertà che, con un profetico gioco di parole, rivelava in tempi non sospetti ciò che oggi tutti sappiamo. Oramai, libertà abbonda sulle stesse bocche dove abbonda anche il riso.

Se ne parla molto ma c’è ancora grande confusione sul suo significato.

Per alcuni la libertà è quella di poter costruire un’azienda sul lavoro di persone senza contratto, cioè di guadagnare anche i soldi che spettano a loro. Per altri la libertà è quella di poter fare il cacchio che gli pare, ad esempio andare a 180 all’ora dove il limite è la metà e disprezzare la legge quando poi gli chiede il conto per quello che hanno fatto. Qualcuno, poi, si sente davvero libero solo se porta all’estero un capitale pari al pil di un piccolo staterello mittel-europeo, possibilmente su un conto cifrato. C’è anche chi è libero di costruire un complesso turistico dentro un parco nazionale, protetto dalla cementificazione, perchè il fratello del cognato è assessore e firma le carte giuste. Altri ancora si sentono liberi quando riescono a scavare delle buche enormi, grandi come uno stadio, e a riempirle di rifiuti tossici, veleni, scarichi industriali e merde che fanno malissimo all’uomo, alla natura e all’intero pianeta, salvo poi ricoprire tutto, lasciare che le sostanze filtrino nel terreno e raggiungano le falde acquifere, i campi coltivati e quelli da coltivare. Naturalmente, questa sensazione di libertà non è davvero compiuta finchè costoro non ricevono adeguati emolumenti per il lavoro svolto.

Ci sono, poi, i romantici, gli inguaribili sognatori, coloro che si sentono liberi quando riescono a curare gente malata o ferita, magari in quei paesi poveri nei quali non esistono ospedali ma solo tende di fortuna, messe su da volontari, e che rischiano di essere bombardate o saccheggiate in qualunque momento. Altri si sentono liberi quando riescono a togliere la libertà a chi ne ha troppa, ad esempio arrestando assassini, latitanti, camorristi e mafiosi. Qualcun altro, ancora, si sente libero se può progettare di vivere con la persona che ama e di avere dei figli, perchè c’è una casa, ci sono i soldi e c’è la certezza del futuro. Anche questa è libertà, una libertà molto dolce.

Come si vede, è necessario derimere una controversia intorno a ciò che si intende per libertà. Oggi c’è grande confusione e ognuno crede che sia una cosa diversa. Qualcuno si avvicina al vero significato, qualcun altro se ne allontana.

A mio modestissimo avviso, il valore della Libertà andrebbe insegnato a scuola, sin dalle primissime classi, perchè il suo significato è intrinsecamente legato a quello di Rispetto, che forse ne costituisce una strana appendice, poichè il rispetto nasce da un pensiero libero.

Io credo anche che nessuno più di un popolo oppresso può apprezzare il vero sapore della libertà. Solo un prigioniero raggiunge la comprensione di ciò che per lungo tempo gli è stato portato via. Ecco, per capire cos’è la libertà bisogna esserne privi.

Ad esempio un popolo che si liberi di un dittatore fascista. Ad esempio Mussolini. Bene, gli italiani dovrebbero conoscere a fondo cosa vuol dire libertà, poichè ne hanno subito la dura mancanza per vent’anni. Dovremmo essere un fulgido esempio di valori civili e di rispetto sociale, costruiti a partire dai valori scaturiti dalla libertà. Nei 63 anni che ci separano dalla nascita della Costituzione, dovremmo aver saputo costruire un paese esemplare per eguaglianza sociale, arte, scienza, cultura, tecnologia. Un faro mondiale per il sapere e per il rispetto dei diritti.

Invece, guardiamoci. Cosa siamo diventati? Cosa si dice di noi?

Bunga bunga?

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1 Commento

Pubblicato da su 26 febbraio 2011 in attualità, politica, vita reale

 

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Una risposta a “Del significato di libertà e di quanto siamo caduti in basso.

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