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Questi comunisti che vogliono mangiare i nostri figli!

28 Feb

Attacco di Berlusconi alla scuola: gli insegnanti inculcano concetti contrari ai valori cristiani. È dunque ufficiale l’introduzione, nelle classi, di storia del bunga-bunga.

La mia prima reazione, dopo l’ennesima megaputtanata di Silvio Berlusconi, è stata quella di riderci sopra. Effettivamente è motivo di grasse risate vedere uno degli uomini più moralmente corrotti dell’universo fare il bacchettone al centro di un congresso di altri bacchettoni. Faceva anche tenerezza vedere quest’uomo aggirare in maniera imbarazzante il concetto di morale cristiana, evitando gli argomenti scottanti del sesso e preferendo il sempreverde matrimonio gay o le adozioni dei single. Successo sicuro fra i cattolici riformisti!
La seconda reazione, invece, è stata una fortissima incazzatura nel  constatare che una parte imponente e importantissima delle istituzioni (quella dell’Istruzione) ha dovuto subire una tale mortificazione pubblica.
Quella di Berlusconi non è stata solo una marchetta al Vaticano, è stato anche e soprattutto il manifestarsi parossistico di un pensiero distorto, secondo il quale i valori sociali, di eguaglianza, rispetto e onestà, che poi sono quelli insegnati nelle scuole pubbliche, sono valori contrari a quelli insegnati nelle famiglie. In tal senso, le scuole private e paritarie garantirebbero un’educazione in linea con quella auspicata dal premier, cioè tanto volemosebbene, una continua overdose di valori edulcorati e malleabili e, naturalmente, metterebbero al riparo i giovani virgulti dallo stress da troppo studio, che affligge invece i poveri prigionieri dei gulag mascherati da scuole pubbliche (che, ricordo, sono statali, cioè appartengono alla stessa istituzione – ahimè – governata da Berlusconi). Questa cosa ha delle implicazioni di non poco conto.

In primis, esiste un insieme non nullo di persone accomunate da una visione opportunistica della società. Una società del profitto, nella quale i benefici personali non scaturiscono necessariamente da meriti ma da furbizie e intrallazzi. L’attacco agli insegnanti proviene da uno di loro ed è diretto ad altri come lui.
Naturalmente, per proteggere questo pensiero e garantirne conservazione e continuità, occorre instillarlo nella mente degli idividui più giovani. Questo processo di educazione può essere incrinato dall’intervento di figure esterne, con idee e valori diversi, come ad esempio quei bolscevichi degli insegnanti statali. Ecco che occorre intervenire e troncare il problema alla base, delegittimando l’educazione pubblica a favore di quella privata, nelle cui scuole non ci si fa troppe domande ma in compenso si prega assai.

In secondo luogo, Berlusconi è ancorato alla poltrona e non ha intenzione di lasciare il potere almeno fino alla fine della legislatura e neanche dopo, se è per questo. Come ben sappiamo, dopo l’addio di Fini il governo ha dovuto trovare i numeri per mantenere la maggioranza e per riuscirci non ha lesinato in mance.
Tutto il casino degli ultimi tempi, dagli scandali sessuali alle inchieste giudiziarie, dalla compravendita di deputati e senatori alla completa e progressiva distruzione del tessuto economico e sociale del paese, ha fatto perdere molti consensi alla coalizione di governo. Per questa ragione, Berlusconi si trova a dover ricostruire una parte di maggioranza venuta a mancare. Si tratta di un imperativo biologico, un dictat da non ignorare se si vuole sopravvivere, poichè una sconfitta per Berlusconi potrebbe davvero essere uno stop definitivo. È dunque giustificato l’uso di qualunque mezzo per raggiungere il fine.
Ecco, allora, che ci si rivolge al Vaticano, nel tentativo di ricucire lo strappo  creatosi con i recenti scandali.
Entrambi vogliono trovare un accordo, hanno tutto da guadagnarci e lo sanno bene, occorre solo trovare un’intesa sul prezzo per sancire questa compravendita dello Stato.

È chiaro, dunque, che l’attacco di Berlusconi, con quella frase sugli insegnanti comunisti, sebbene possa far ridere, rivela lo stato di sempre più profondo degrado del nostro paese e conferma la passione dei vertici politici per il mestiere più antico del mondo: la prostituzione. Non solo fisica ma anche intellettuale.
È da tutte queste considerazioni che nasce la mia incazzatura straordinaria, un’incazzatura multilivello, ramificata, frattale, che si moltiplica in sempre diverse direzioni, su piani sovrapposti, invadendo ogni singolo pensiero, perchè oramai su qualunque cosa posi il mio sguardo vedo l’impronta zozza degli interessi di persone moralmente molto basse e dalle quali sarà sempre più difficile liberarsi.

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2 commenti

Pubblicato da su 28 febbraio 2011 in attualità, politica

 

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2 risposte a “Questi comunisti che vogliono mangiare i nostri figli!

  1. El-DoX

    28 febbraio 2011 at 20:00

    Huuuu, leggerissimo OT. Bello il nuovo template! Tornando IT nulla da aggiungere al quadro attuale del Silvio. Più passa il tempo, peggio è. Preoccupante…

     
    • Lyserjik

      28 febbraio 2011 at 20:43

      Hehe… mi sono subito innamorato del nuovo template, peccato che sul netbook da 10′ la visualizzazione non è corretta per via dello zoom dei caratteri, ma chissene… :)

       

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