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Il petrolio dell’Italia si chiama vapore.

27 Apr

Non esiste solo il nucleare. Una delle fonti più longeve e ricche è quella geotermica. Il calore rilasciato dalle zone vulcaniche può essere raccolto e convogliato per produrre energia elettrica in grandi quantitativi.
È quanto si sta cercando di realizzare al largo delle isole Eolie, dove il vulcano Marsili, il più grande cratere sottomarino d’Europa, è al centro di un progetto di esplorazione, per costruire una centrale geotermica con un potenziale di produzione di circa 4TWh, sufficiente ad alimentare l’intera città di Palermo.
È quanto accade già altrove, ad esempio in Toscana, dove gli impianti geotermici diventano sempre più una realtà consolidata.

Citando Rubbia, “Abbiamo nel sottosuolo enormi sorgenti inutilizzate, basta guardare tutta la zona della Toscana fino alla Campania e oltre. Sarebbe importante riuscire a sfruttare queste sorgenti di energia geotermica“.

Se solo il popolo italiano fosse più attento a informarsi, capirebbe subito che la fissione dell’atomo non costituisce l’unica via da percorrere e che esistono tante alternative più sicure, rispettose dell’ambiente e più moderne, oltre che meno costose. Di qualcuna ne abbiamo già parlato, di altre no. Se fossimo meno pecoroni, non ci sarebbe il rischio di vederci propinare una nuova legge sul nucleare, quando finirà questa beffa della moratoria.

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Pubblicato da su 27 aprile 2011 in energia

 

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