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Non affidate la campagna pro-referendum a Celentano.

Altrimenti la perdete!
Guardavo Annozero, stasera, e mi ha colpito il discorso campato per aria di un giovane del pdl, che ha ingenuamente spiegato che gli incidenti gravi accadono anche fuori dall’ambito nucleare. Gli episodi di Chernobyl e Fukushima si possono tranquillamente inserire nella stessa casistica di altre tragedie ma di natura diversa, come la diga del Vajont ma anche, chessò, Godzilla o l’epidemia dei cetrioli killer in Europa. A titolo del tutto personale, il dramma del Vajont va a rafforzare la tesi che le centrali nucleari NON VANNO COSTRUITE IN ITALIA, poichè se non siamo riusciti a progettare e costruire manco una diga, come cacchio possiamo realizzare un impianto con del combustibile nucleare che deve essere mantenuto in sicurezza 24h/24h e dal quale dobbiamo smaltire una quantità enorme di scorie radiattive? Proprio nel paese dove non si riescono a smaltire manco i sacchetti di monnezza?
Ma che c’entra Celentano? Celentano c’entra perchè con la sua aria da predicatore post-apocalittico non ha saputo ribattere in alcun modo al mare di sciocchezze che l’ingenuo ragazzetto del pdl ha scagliato nell’etere radiofonico ma, anzi, ha totalmente distrutto l’immagine di serietà che dovrebbe avere l’informazione pro-referendum.

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Pubblicato da su 3 giugno 2011 in attualità, energia, minchiate, politica

 

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Mai più soli contro la corruzione.

Corruzione.
Al di là di Berlusconi e del bunga bunga, i veri problemi del paese nascono da questo terribile virus che si è insediato nel nostro dna e dal quale non riusciamo a liberarci. La corruzione non corrode solamente le istituzioni ma il tessuto sociale stesso, insinuandosi nel nostro sentire quotidiano.
Se andiamo in banca, non ci stupiamo più che qualcuno salti la fila perchè è amico dell’impiegato. Se siamo al lavoro ci appare normale che l’ultimo assunto abbia un contratto da dipendente mentre gli altri sono ancora a progetto, solo perchè l’ultimo assunto ha la tessera del partito. Il professionista con l’accusa penale e in attesa di processo ancora esercita la professione, il generale dei Carabinieri arrestato per traffico di stupefacenti è roba normale.
A Napoli un giro di cocaina sballa i quartieri ricchi. Oramai ci si preoccupa del proprio benessere in maniera morbosa, a discapito della dignità personale, della cultura e dell’onestà. Per non parlare della salute degli altri.
I nostri sensi sono soverchiati da un’overdose di corruzione e non produciamo più gli anticorpi necessari a combatterla. Siamo narcotizzati e resi inermi!

Non siamo tutti così, per fortuna, ma reagire è un atto che si paga a caro prezzo.
Vado a memoria: Raphael Rossi è stato consigliere comunale della città di Torino, ha rifiutato e denunciato un tentativo di corruzione ed è stato estromesso dalla vita politica, inoltre tutte le spese processuali sono finite a suo carico. Grazie alla diffusione mediatica tramite Annozero e Il Fatto Quotidiano, è riuscito a tenere viva l’attenzione su una vicenda squallida e pericolosa. Adesso ‘festeggia‘ la notizia che finalmente il processo si farà.

Rossi scrive un articolo con una interessante riflessione su come la corruzione vada combattuta dal basso. Solo i cittadini uniti possono contrastare questo male tanto difficile da eliminare e che si riversa contro di noi in ogni momento della nostra vita e in ogni istante dell’esistenza della nostra civiltà:

…ricordiamoci anche dei servizi negati, i palazzi che crollano, le risorse pubbliche che mancano, i diritti erogati come se fossero favori; tutti questi sono i frutti avvelenati della corruzione.

Mai più soli contro la corruzione è il nome del movimento che si cerca di far nascere da questo episodio. Unire i cittadini per denunciare e combattere questo veleno sociale è l’unico modo per non subirne i soprusi.

L’obiettivo, in nuce, del movimento è questo:

Sostegno a chi si schiera contro la corruzione
Creazione di cultura della legalità e dell’anticorruzione
Diffusione di storie di corruzione e di anticorruzione

Datevi una lettura a questa pagina:
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_163926343643958
e magari, se lo ritenete opportuno, date anche la vostra adesione.

 
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Pubblicato da su 18 febbraio 2011 in attualità, vita reale

 

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