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Notizie di miracoli e altra umanità.

Il paesino di don Matteo col tasso di criminalità di Caracas.
È chiaro: da quando non c’è più don Matteo, i cattivi fanno quello che gli pare!
Ci vorrebbe una puntata di Forum per spedire tutti i mariuoli a Lampedusa, dove per intercessione del Santo Premier saranno teletrasportati tutti nel paesino di don Camillo, in compagnia del loro amico, il bolscevico onorevole Peppone!
Poi scopri che Il paesino ecc… è solo il nome di un utente facebook e ti senti tanto cretino.
Resta il fatto che un’azione congiunta fra Berlusconi e Dalla Chiesa risolverebbe i problemi di Caracas.

Festival delle mongolfiere a Hamilton, Nuova Zelandia.
Spettacolare festival dei palloni aerostatici in Nuova Zelanda, dove decine di mongolfiere colorate si solleveranno in cielo fino al 3 aprile, ma non c’è bisogno di andare fin lì per godersi lo spettacolo delle palle che si gonfiano. Qui da noi dura da vent’anni.

Il Santo Presidente promette il miracolo a Lampedusa.
Berlusconi vola a Lampedusa e, trasfiguratosi in Bertolaso, promette di risolvere l’emergenza in 60 ore.
I tunisini andranno a terzigno e i libici al poligono di Quirra. Già pronti i centri di accoglienza differenziata.

Lampedusa candidata al Nobel.
Berlusconi annuncia la candidatura dell’isola al prestigioso premio.
In lizza anche la variante Barberino-Roncobilaccio, l’orto di Al Bano, la salma di Liz Taylor e Doraemon.

Marchionne: la nuova sede? Non è in agenda.
Infatti è a Detroit.

Auto da materiali naturali.
In Brasile, ricercatori studiano come utilizzare materiali biodegradabili nella costruzione di automobili. Vedremo auto fatte di banane, ananas e cocco.
Da noi sono anni che la Fiat fa auto di merda.

In mezzo a tanti denigratori comunisti, meno male che c’è ancora qualcuno che dice le cose come stanno davvero!

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Pubblicato da su 31 marzo 2011 in attualità, musica, politica

 

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Ma a voi non vi puzza tutta sta sindrome da Robespierre?

No, sul serio, ma che sta succedendo al di là del Mediterraneo? Dopo decenni passati sotto il tacco dei loro dittatori, gli africo-arabi si sono svegliati di colpo e, a turno mica tutti insieme, hanno organizzato 3 o 4 rivoluzioni dei fiori?
No, cazzo, dico io… fiori!! Questi erano armati di fiori, sedani, melenzane e i più arditi qualche ciclamino, se ne sono scesi tutti in piazza, brandendo le loro verzure, esponendo i petti nudi, pronti a sanguinare, e hanno spodestato re, pascià e rais???
Prima l’Algeria e la Tunisia, poi l’Egitto, adesso la Libia, nel frattempo pure lo Yemen, qualche timida apparizione della protesta poi c’è stata anche a Teheran e persino a Pechino. Tutti coordinati tramite i social network, tra l’altro. Ma chi l’ha finanziata sta sommossa, Google? Apple? Facebook? O l’associazione dei coltivatori di ciclamini?
E i militari che si rifiutano di combattere contro il popolo?
Da che mondo e mondo i militari sono sempre stati i più agguerriti sostenitori del concetto “se ho un’arma la devo usare, capito mamma? E mettiti quella mela in testa!”  e quando c’è da menare le mani non si tirano mai indietro. Stavolta, guarda caso, 4 rivoluzioni popolari e 4 defezioni dell’esercito? Tanto che Gheddafi è dovuto ricorrere alla feccia dei mercenari per sparare sul suo stesso popolo.
Che poi la rivolta non è così pacifica come dicono, in Libia ad esempio le città stanno cadendo una ad una nelle mani dei manifestanti e con cosa le avrebbero conquistate? Con cartoline d’auguri? Con i ciclamini? Cantando “Il Coccodrillo Come Fa“?
Ci avete fatto caso che i dittatori che stanno cadendo hanno governato da circa 30 o 40 anni? Forse solo Ben Alì da qualcosa in meno.  E chi è che li ha messi lì 20, 30 o 40 anni fa? E com’è che adesso li ritirano tutti in blocco? Cosa c’è, è scaduta la garanzia? Com’era la scadenza sulla confezione: gennaio/febbraio 2011?
Sul serio, sono esterrefatto da questa concomitanza di eventi a orologeria, mi pare troppo incredibile pensare che queste rivolte siano nate spontaneamente, organizzate solo dai ribelli tramite blog e facebook, non riesco a togliermi dalla testa che qualcun altro si sia intromesso per pilotare gli eventi in questa direzione e per spianare la strada ai manifestanti.
Guardiamo la cartina, cos’hanno in comune Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto? A parte che affacciano tutti sul Mediterraneo, si tratta di paesi che formano un’unica, enorme, striscia di terra che va verso l’Iraq e l’Iran. In mezzo ci sono l’Arabia Saudita e Israele. Pare – si mormora – che un certo venticello di insoddisfazione, qualche mugugno a mezza voce si cominci a sentire anche per le strade saudite.
Che ne pensate?

Considerazione a piè di pagina: gli stati arabi, in varia misura, sono tutti praticamente in mano a dittature decennali, che siano filo-occidentali o integraliste islamiche. Le popolazioni sono schiacciate da povertà, ignoranza e propaganda, spesso divise da barriere culturali e odi razziali. Ciò che abbonda in quelle regioni sono la repressione, l’integralismo religioso e il petrolio, eppure in quelle regioni si sono sviluppate la civiltà, la scienza e la cultura, in misura non minore di quanto sia successo in Europa. Cos’è che è andato storto?

 
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Pubblicato da su 24 febbraio 2011 in attualità, politica

 

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Perchè siamo un popolo di boccaloni!

Di Facebook si può dire tutto e il contrario di tutto ma è innegabile che come aggregatore di iniziative non ha rivali. Il vecchio tam tam mediatico è stato rapidamente sostituito dalla condivisione sul sito in blu. Non c’è più bisogno di fare il passaparola, di pubblicare appelli sui giornali e ripeterli per radio, tv, telefono, porta a porta o di persona, basta cliccare su ‘condividi‘ e il gioco è fatto.
Bello, mi piace.

Una recente iniziativa, di quelle che si spargono come olio sulla camicia nuova, ha promosso la settimana dei bambini o dell’infanzia o di quello che è, ma a tema infantile sicuramente, tramite l’uso di cartoni animati nell’avatar. C’è stato un rapido dilagare di Topolini, Gundam, Pollon, Pantere Rosa e altre creazioni animate. Un virus che si è diffuso attraverso tutto il network in poche ore, facendo registrare un’affluenza all’iniziativa decisamente di tutto riguardo.

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Pubblicato da su 22 novembre 2010 in attualità, internet, vita reale

 

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Attenzione alle licenze!

Electronic Frontier Foundation è un’associazione internazionale no-profit che difende i diritti digitali dei cittadini in rete.
In occasione del 20° anniversario della sua fondazione, festeggia con un video molto esplicativo circa le trappole nascoste nelle licenze d’uso, sparse in giro per il web, che accettiamo fin troppo facilmente senza leggere.

Nel video si fa esplicita citazione della legge sulle tre violazioni di copyright, ma non bisogna essere dei cervelloni per capire che quello che è immesso in rete viene fagocitato dalle aziende, indipendentemente dal fatto che si stia infrangendo un copyright o meno.

(via: zeusnews)

 
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Pubblicato da su 14 luglio 2010 in attualità, internet, vita reale

 

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La nerditudine non ha limiti.

Il timbro “I Like” di Facebook per chi è nerd fin dentro i calzini:

Da un’idea di Nation (lo studio fescion).

 
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Pubblicato da su 23 giugno 2010 in internet, minchiate

 

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