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Il pantano dei diritti umani.

In queste ore si stanno svolgendo i bombardamenti ‘mirati‘ sugli obiettivi di Gheddafi, gli obiettivi cioè che costituiscono una minaccia per i ribelli e i civili libici. Si tratta di radar, aeroporti militari, antiaeree, batterie di missili e impianti strategici. Ricordiamo che si era partiti da una ‘no fly zone‘ e che i bombardamenti dovevano servire a garantire il rispetto della risoluzione 1973 dell’ONU.
Che i ribelli libici avessero bisogno di aiuto è fuor di dubbio, che ci servisse un’altra guerra invece no. Eppure, come aiutare quelle persone a difendersi dagli attacchi dell’esercito di Gheddafi e dei suoi mercenari, senza un intervento diretto? In tal senso, mi trovo perfettamente daccordo con quanto scrive Concita De Gregorio nel suo blog:

Non si doveva arrivare alla guerra: giusto. Bisognava combattere Gheddafi prima e con altre armi: sacrosanto. Lo chiediamo da anni.

cosa dovremmo fare, davanti a quel popolo? Parlargli di principi mentre il despota li massacra, rimboccarci le coperte e andare a letto? Lasciar fare ai francesi e agli inglesi, che ci pensino loro?

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1 Commento

Pubblicato da su 21 marzo 2011 in attualità, politica

 

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Ma a voi non vi puzza tutta sta sindrome da Robespierre?

No, sul serio, ma che sta succedendo al di là del Mediterraneo? Dopo decenni passati sotto il tacco dei loro dittatori, gli africo-arabi si sono svegliati di colpo e, a turno mica tutti insieme, hanno organizzato 3 o 4 rivoluzioni dei fiori?
No, cazzo, dico io… fiori!! Questi erano armati di fiori, sedani, melenzane e i più arditi qualche ciclamino, se ne sono scesi tutti in piazza, brandendo le loro verzure, esponendo i petti nudi, pronti a sanguinare, e hanno spodestato re, pascià e rais???
Prima l’Algeria e la Tunisia, poi l’Egitto, adesso la Libia, nel frattempo pure lo Yemen, qualche timida apparizione della protesta poi c’è stata anche a Teheran e persino a Pechino. Tutti coordinati tramite i social network, tra l’altro. Ma chi l’ha finanziata sta sommossa, Google? Apple? Facebook? O l’associazione dei coltivatori di ciclamini?
E i militari che si rifiutano di combattere contro il popolo?
Da che mondo e mondo i militari sono sempre stati i più agguerriti sostenitori del concetto “se ho un’arma la devo usare, capito mamma? E mettiti quella mela in testa!”  e quando c’è da menare le mani non si tirano mai indietro. Stavolta, guarda caso, 4 rivoluzioni popolari e 4 defezioni dell’esercito? Tanto che Gheddafi è dovuto ricorrere alla feccia dei mercenari per sparare sul suo stesso popolo.
Che poi la rivolta non è così pacifica come dicono, in Libia ad esempio le città stanno cadendo una ad una nelle mani dei manifestanti e con cosa le avrebbero conquistate? Con cartoline d’auguri? Con i ciclamini? Cantando “Il Coccodrillo Come Fa“?
Ci avete fatto caso che i dittatori che stanno cadendo hanno governato da circa 30 o 40 anni? Forse solo Ben Alì da qualcosa in meno.  E chi è che li ha messi lì 20, 30 o 40 anni fa? E com’è che adesso li ritirano tutti in blocco? Cosa c’è, è scaduta la garanzia? Com’era la scadenza sulla confezione: gennaio/febbraio 2011?
Sul serio, sono esterrefatto da questa concomitanza di eventi a orologeria, mi pare troppo incredibile pensare che queste rivolte siano nate spontaneamente, organizzate solo dai ribelli tramite blog e facebook, non riesco a togliermi dalla testa che qualcun altro si sia intromesso per pilotare gli eventi in questa direzione e per spianare la strada ai manifestanti.
Guardiamo la cartina, cos’hanno in comune Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto? A parte che affacciano tutti sul Mediterraneo, si tratta di paesi che formano un’unica, enorme, striscia di terra che va verso l’Iraq e l’Iran. In mezzo ci sono l’Arabia Saudita e Israele. Pare – si mormora – che un certo venticello di insoddisfazione, qualche mugugno a mezza voce si cominci a sentire anche per le strade saudite.
Che ne pensate?

Considerazione a piè di pagina: gli stati arabi, in varia misura, sono tutti praticamente in mano a dittature decennali, che siano filo-occidentali o integraliste islamiche. Le popolazioni sono schiacciate da povertà, ignoranza e propaganda, spesso divise da barriere culturali e odi razziali. Ciò che abbonda in quelle regioni sono la repressione, l’integralismo religioso e il petrolio, eppure in quelle regioni si sono sviluppate la civiltà, la scienza e la cultura, in misura non minore di quanto sia successo in Europa. Cos’è che è andato storto?

 
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Pubblicato da su 24 febbraio 2011 in attualità, politica

 

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Diversamente profughi.

(fonte: diversamenteoccupati.it)

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2011 in attualità, politica

 

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