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E adesso datti da fare, ma senza strafare.

Dopo l’ebbrezza post elettorale dei giorni scorsi, sebbene sia ancora frastornato per la splendida vittoria in tutto il paese ma in particolare nella mia città, sento la necessità di mettere un po’ di chiarezza nei miei pensieri e lasciare che l’euforia lasci il posto alla ragione.

De Magistris si trova d’un tratto a governare non una città qualunque ma una città complicatissima, che è una specie di città a statuto speciale ufficioso e mai dichiarato. Una città che esplode ogni giorno mille volte più forte del vulcano che la sorveglia.
Per governare un coacervo di così tante micro-culture e micro-habitat, intrecciati intimamente dentro il tessuto urbano, non occorre semplicemente un amministratore napoletano ma un amministratore esperto e che sappia sentire il polso della città prima ancora che la città si accorga di un malessere in arrivo. Si tratta di un compito enorme e mi auguro che De Magistris abbia sufficiente capacità per portarlo a termine, laddove manca di esperienza come sindaco.

Ma sono preoccupato da un altro aspetto della questione.
Questa vittoria rappresenta un simbolo molto importante, poichè veicola il desiderio la fortissima volontà della popolazione di essere governata con giudizio e onestà, fuori dalle regole di partito e dagli intrallazzi che hanno prosciugato la salute del paese. Il simulacro vivente di questo desiderio è attualemente incarnato da Luigi De Magistris. Se cade lui, non cade solo la città ma tutto il cosiddetto ‘vento di cambiamento‘ che sta soffiando sul paese. E qui veniano al dunque: vogliamo parlare del suo ego smisurato?
Se non si sgonfia un poco rischia di diventare un piccolo Berlusconi del Vomero e questo sarebbe tragico, poichè getterebbe nel cesso tutti i grandi risultati ottenuti in questi giorni. Senza possibilità di appello.
In tal senso, mi pare molto più giudizioso Pisapia, a Milano.
Naturalmente nutro grosse aspettative per la mia città e mi auguro che questo nuovo corso porti una rinascita rapida e di tutti, per questo faccio il tifo per il nuovo sindaco, ma anche e soprattutto per ciò che rappresenta: per il cambiamento che sta portando e che è ancora dannatamente fragile.
Non buttiamo tutto alle ortiche, perciò: forza Gigi, ma nun fa’ strunzate!

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Pubblicato da su 2 giugno 2011 in politica

 

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Vittoria!

Due settimane di fibrillazione. Due settimane nelle quali ogni dichiarazione poteva far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Dopo anni nei quali i cittadini si sono ampiamente rotti i coglioni di una politica ammuffita e logora, sepolta dal gioco delle tre carte con cui le poltrone passavano da un sottosegretario a un ministro e viceversa, in un circolo senza sosta. Dopo anni di sopportazione ai limiti dell’autolesionismo, ecco finalmente la volontà popolare, il succo della democrazia, dare una forte sterzata politica al paese.
Berlusconi perde dapperrutto, tranne forse a Varese e Iglesias, ma non per merito del PD, quanto piuttosto per merito di chi si è messo in gioco con nuove idee e con il coraggio di proporre un cambiamento forte, radicale e impopolare, rischiando il tutto per tutto.
Anni di promesse vuote, di disastri, di disoccupazione e impoverimento generale, anni di corruzione a 360 gradi e di malcostume politico sono stati pesati, misurati e finalmente rigettati al mittente. Emblematica la disfatta ad Arcore!
La voglia di onestà, di riscatto nazionale e di giustizia è cresciuta a dismisura e ha trovato la sua naturale via di sbocco. Sperando che adesso il nuovo sistema politico riesca a fare misericordiosamente a pezzi quello vecchio e sperando che chi verrà saprà imparare dagli errori passati.
Nel frattempo voglio illudermi che il vento sia davvero cambiato e che porterà le novità tanto desiderate. Mi voglio proprio godere questo momento!

 
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Pubblicato da su 30 maggio 2011 in politica

 

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Il museo d’arte sotterraneo di Napoli.

Aperto un nuovo museo d’arte moderna a Napoli: è la stazione metro dell’Università Centrale.
Resto sempre più stupito da quanto la mia città si arricchisca di cultura e modernità, anche in tempi come questi, di emergenza lavoro, rifiuti e sotto i costanti attacchi delle forze del malaffare. La gente vuole riscatto e queste opere sono gesti significativi, messaggi importanti alla cittadinanza. Ma, più di tutto, sono cose belle.
La stazione, inaugurata sabato 26 marzo, è frutto del lavoro dell’architetto canadese Karim Rashid, intervenuto in videoconferenza da New York durante la cerimonia.
I numeri sono imponenti: “parliamo di 120mila passeggeri al giorno“, spiega la Iervolino, “e quindi facendo pochi calcoli possiamo immaginare anche 60mila auto in meno in strada, meno inquinamento, meno traffico“.
Il tema è quello della mente. Subito la scultura Synapsis introduce l’elemento cardine dell’allestimento: il pensiero. Scendendo verso i treni è impossibile non notare i due ritratti di Dante e Beatrice riprodotti sulle scale, mentre le banchine rappresentano i due emisferi cerebrali.
La stazione è meravigliosa, le immagini parlano da sole.

Sculture, colori, riflessi e linee di luce riempiono la nuova fermata. Notare Synapsis.

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Pubblicato da su 29 marzo 2011 in arte

 

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E alle primarie del PD vince la destra!

Les jeux sont-faits, rien le va plus!! I seggi sono chiusi, i tendoni ripiegati e trasportati nei magazzini da squadre di volenterosi e i gazebo tornano a vendere la limonata. Tutto ritorna al suo immutabile ripetersi quotidiano eppure c’è una novità, finalmente il PD vince qualcosa: le primarie! Bersani è tutto in gongolo, non ci può pensare a questa cosa, starà piangendo di gioia.
In effetti la competizione era tosta, da una parte la sinistra e dall’altra la sinistra, uno scontro titanico, oserei dire quasi biblico.
Un paio di giorni fa si sono svolte le primarie in due città importanti, Napoli e Bologna. A Napoli oltre ai candidati del PD concorreva anche un candidato di SeL e per questa ragione la vittoria partenopea è stata intesa come una rivincita del PD sulla sinistra radicale.
Il vincitore è Andrea Cozzolino, bassoliniano storico, che in due seggi ha raccolto un vero e proprio plebiscito, eppure si vengono a sapere delle cose non proprio edificanti.
Cozzolino è talmente amato che persino extracomunitari e consiglieri del centrodestra sono andati a votarlo, un plebiscito di preferenze alle primarie con base votante allargata. Così allargata che qualcuno più in alto s’è svegliato e ha mobilitato i garanti, che avrebbero già annullato i risultati in tre seggi.
Se continua così, fra poco candideranno direttamente Borghezio alla segreteria del partito.
Disgusto profondo. 

 
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Pubblicato da su 26 gennaio 2011 in fuori schema

 

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