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Vittoria!

Due settimane di fibrillazione. Due settimane nelle quali ogni dichiarazione poteva far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Dopo anni nei quali i cittadini si sono ampiamente rotti i coglioni di una politica ammuffita e logora, sepolta dal gioco delle tre carte con cui le poltrone passavano da un sottosegretario a un ministro e viceversa, in un circolo senza sosta. Dopo anni di sopportazione ai limiti dell’autolesionismo, ecco finalmente la volontà popolare, il succo della democrazia, dare una forte sterzata politica al paese.
Berlusconi perde dapperrutto, tranne forse a Varese e Iglesias, ma non per merito del PD, quanto piuttosto per merito di chi si è messo in gioco con nuove idee e con il coraggio di proporre un cambiamento forte, radicale e impopolare, rischiando il tutto per tutto.
Anni di promesse vuote, di disastri, di disoccupazione e impoverimento generale, anni di corruzione a 360 gradi e di malcostume politico sono stati pesati, misurati e finalmente rigettati al mittente. Emblematica la disfatta ad Arcore!
La voglia di onestà, di riscatto nazionale e di giustizia è cresciuta a dismisura e ha trovato la sua naturale via di sbocco. Sperando che adesso il nuovo sistema politico riesca a fare misericordiosamente a pezzi quello vecchio e sperando che chi verrà saprà imparare dagli errori passati.
Nel frattempo voglio illudermi che il vento sia davvero cambiato e che porterà le novità tanto desiderate. Mi voglio proprio godere questo momento!

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Pubblicato da su 30 maggio 2011 in politica

 

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Il problema complesso di Franceschini.

A Dario Franceschini che espone il problema complesso del partito

“Constato che siamo un partito che ha perso quadri dirigenti verso il centro ed elettori verso sinistra e quindi il tema e molto piú complesso”

voglio far notare che il tema non è affatto complesso ma semplicissimo: il PD vuole essere un partito di sinistra ma si è allontanato dalla sinistra, prova ne è il fatto che si è riempito di quadri dirigenti di centro e perciò sta subendo una costante emorragia di elettori verso sinistra. Cosa c’è di tanto complesso in questo? Insomma, è una cosa semplicissima: gli elettori di sinistra vogliono un partito di sinistra, altrimenti facevano i democristiani.
Quando poi propone

“l’idea di un luogo aperto, di una Assemblea dei mille, in cui il Pd si apre per ascoltare le intelligenze, i talenti di questo nostro paese”

gli chiedo che bisogno c’è di ascoltare le intelligenze del paese, non ce n’è abbastanza nel partito? Occorre racimolare le idee come una colletta? E poi perchè mille? Non ce la fate ad arrivare a duemila? E poi questa Assemblea dei mille, chi vogliamo mettere come presidente, Garibaldi?
E poi basta con questo populismo spinto!
L’emorragia di elettori non si arresta con queste sceneggiate plateali ma con una direzione chiara e decisa, che non cerchi di mantenersi in bilico sulla linea del compromesso. Il PD deve allontanare ogni ambiguità se non vuole restare travolto da un fallimento colossale nel momento più critico della storia politica del paese.
Cioè, poi è normale che vi fate sfottere così…

 
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Pubblicato da su 28 marzo 2011 in politica

 

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E alle primarie del PD vince la destra!

Les jeux sont-faits, rien le va plus!! I seggi sono chiusi, i tendoni ripiegati e trasportati nei magazzini da squadre di volenterosi e i gazebo tornano a vendere la limonata. Tutto ritorna al suo immutabile ripetersi quotidiano eppure c’è una novità, finalmente il PD vince qualcosa: le primarie! Bersani è tutto in gongolo, non ci può pensare a questa cosa, starà piangendo di gioia.
In effetti la competizione era tosta, da una parte la sinistra e dall’altra la sinistra, uno scontro titanico, oserei dire quasi biblico.
Un paio di giorni fa si sono svolte le primarie in due città importanti, Napoli e Bologna. A Napoli oltre ai candidati del PD concorreva anche un candidato di SeL e per questa ragione la vittoria partenopea è stata intesa come una rivincita del PD sulla sinistra radicale.
Il vincitore è Andrea Cozzolino, bassoliniano storico, che in due seggi ha raccolto un vero e proprio plebiscito, eppure si vengono a sapere delle cose non proprio edificanti.
Cozzolino è talmente amato che persino extracomunitari e consiglieri del centrodestra sono andati a votarlo, un plebiscito di preferenze alle primarie con base votante allargata. Così allargata che qualcuno più in alto s’è svegliato e ha mobilitato i garanti, che avrebbero già annullato i risultati in tre seggi.
Se continua così, fra poco candideranno direttamente Borghezio alla segreteria del partito.
Disgusto profondo. 

 
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Pubblicato da su 26 gennaio 2011 in fuori schema

 

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Ci dice lui cosa fare.

Leggevo ieri, non senza qualche fatica, la lettera pubblicata da Walter Veltroni sul Corriere della Sera. In effetti, non sentivo affatto la sua mancanza e questa lettera conferma che avevo ragione.

Scrivo al mio Paese e vi dico cosa farei

Mi ha colpito soprattutto la precisa tempistica con cui lui, leader sconfitto delle scorse elezioni, torna in scena proprio adesso che gli scricchiolii del governo si fanno più forti. Non gli basta aver traghettato il PD alla sconfitta di due anni fa,  dopo aver inciuciato neanche troppo sottobanco con Berlusconi e aver fatto una campagna elettorale basata sul nulla, adesso vuole darci anche dei consigli, nella speranza  forse di perdere pure le prossime.

Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo.

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Pubblicato da su 25 agosto 2010 in politica

 

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