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anobii app: catalogare in un click.

Con anobii possiamo prendere la libreria che abbiamo a casa e lanciarla sulle maree del cyberspazio (da quanto tempo non sentivate più sta parola, eh?) ed è una gran figata per chi vuole condividere la passione della lettura a livello globale. Certo, però, che inserire i titoli uno ad uno è una bella rottura di palle, soprattutto quando bisogna cercare fra differenti edizioni dello stesso libro o quando la ricerca nel database non va a buon fine, per non parlare poi di quando manca la copertina giusta.
Ecco, chi è uno smartphone dipendente, come me, potrà trovare un comodissimo aiuto nell’app ufficiale di anobii (che sicuramente esiste già da un paio di secoli ma io l’ho vista solo adesso) che permette di leggere il codice a barre, dietro la copertina del libro, e recuperare tutte le informazioni necessarie, facendo in pochi istanti quello che prima richiedeva un sacco di tempo.
L’applicazione che, ricordo, esiste non solo per quei pochi radical chic con l’iphone ma anche per i tantissimi superfighi con android, permette anche di scrivere e leggere recensioni dei libri presenti.
Pensate che in una sola serata ho messo più libri di quanti ne avessi inseriti a mano dal desktop. Ed è persino aggratis!

 
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Pubblicato da su 27 febbraio 2011 in internet, libri, tech, vita reale

 

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Un uccello marino per Mozilla.

C’è poco da dire, oramai, circa le immense potenzialità delle community open source e dei progetti innovativi che riescono a prendere corpo in tali ambiti. Mozilla Labs è l’aggregatore attorno al quale ruota una delle più ricche comunità di progettisti, sviluppatori, creativi e designer, un laboratorio virtuale dove poter sperimentare nuove idee senza barriere alla comunicazione.
Se la notizia del telefonino di Facebook ha fatto scalpore, suscitando pure qualche ilarità, quello che accade nei Mozilla Labs sta facendo dire ‘Oooh…‘ a molte persone in giro per la rete. Si tratta, infatti, anche in tal caso di un telefono, ma decisamente interessante dal punto di vista delle innovazioni e del design tecnico.
Tra i tanti progetti presentati dagli utenti di Labs, infatti, c’è quello di Seabird, uno smartphone basato su Android (lo si può vedere dal filmato seguente) con parecchie frecce al proprio arco.

Mozilla dichiara di non voler produrre il dispositivo ma sicuramente ha ben chiaro come lo vuole.

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Pubblicato da su 28 settembre 2010 in informatica, tech

 

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Ultime notizie dall’oblio.

L'espressione dell'ignaro MS user durante un attacco di scareware! Brrrr....

Microsoft proprio non riesce a scrollarsi di dosso la macumba che trasforma tutti i suoi software in tenere e formaggiose forme di gruviera e, dopo essersi più volte fasciata la testa per le tante falle nella sua sicurezza, stavolta le tocca fasciarsi l’entrata di servizio con una bella mutanda di ghisa a causa di un codice malevolo che frega il sistema tramite l’umano. Si tratta di un attacco che copia perfettamente i messaggi di allerta dei principali browser, invitando a scaricare l’ennesimo trojan o figlio di tale per infettare il sistema. Si chiama scareware e punta tutto sul terrorismo psicologico degli utenti sotto il finto attacco. Utenti Windows, naturalmente. Gli utenti Linux invece ridono. HAHAHA!!

Hansen in una tipica posa da strizzatura degli zebedei.

L’ultimo album targato Gamma Ray è attualmente in esecuzione nel mio bellissimo e pinguinoso player e, sebbene l’impressione iniziale dei primi 13 secondi fosse quella di aver scaricato un fake dei Maiden (sappiamo che Hansen è un appassionato di citazioni, anche spudorate), il resto si presenta con notevole grinta e spessore, quasi come se fosse un album serio. I quattro di Amburgo (non è vero, solo due sono di Amburgo) hanno sfornato un prodotto dignitoso e persino piacevole e con una discreta profondità compositiva. Sono ancora al primo ascolto, sia chiaro, quindi sicuramente ci saranno millemila magagne ancora sepolte da far emergere ma il ritmo si mantiene vivace e scoppiettante, con tante belle cavalcate epiche disseminate qua e là e un’energia incontenibile, e poi c’è la presenza del redivivo Kiske che omaggia i fan in una traccia a caso (non vi dirò quale, dovrete scoprirlo da soli) dunque per ora chi se ne fotte delle magagne. Da sottolineare la performance vocale di Hansen che, per una volta, mette da parte gli screaming  e gli acuti per concentrarsi su di una maggiore espressività, accompagnata da una tecnica migliore del solito. Rettifico: nella nona traccia si strizza gli zebedei alla vecchia maniera, la sto ascoltando proprio adesso, ma a essere onesti non è la stessa strizzata dei vecchi tempi.
Per ora pare bello e me lo porterò in viaggio fra quattro giorni. Sono molto contento.

A tutt’oggi, dall’uscita del nuovo iphone4, non ho ancora poggiato lo sguardo sul mirabolante e mitologico retina display e vivo un profondo senso di frustrazione. Il mio HTC Wildfire dallo schermo in bassa risoluzione, invece, vive in un profondo stato di terrore! Tranquillo piccolino, la mia è solo curiosità nerd e non preannuncia alcun licenziamento e se fai il bravo più in là ti farò pure un atteso regalo. Puoi smettere di vibrare.

Un libro di media appetibilità.

Proprio oggi ho finito di leggere Le Porte Dell’Inferno Si Sono Aperte, romanzo per giovani adulti di John Connolly, ed è una cagatina senza pretese, mediamente vivace, mediamente avvincente mediamente spaventoso, mediamente divertente, mediamente divulgativo. Insomma, un romanzo mediamente medio. Non date retta a chi vi dice che unisce la fisica quantistica a un’invasione di demoni, resta comunque una cagatina senza pretese.

Last but not least… una notizia che farà crollare il mondo: Duke Nukem Forever è stato COMPLETATO!!

Come avrete potuto notare (seeeee vabbuò!) ultimamente ho postato davvero poco, ciò è dovuto a un sovraccarico di impegni, intervallati da qualche giorno di vacanza, che hanno fulminato il mio tempo-blog e la mia propensione a scrivere cazzate, cosa che ha di fatto migliorato la qualità della vita in tutto quanto l’universo, o meglio: la vita, l’universo e tutto quanto.
In tutto ciò c’entra molto anche il fatto che oggi mi sposo.

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2010 in informatica, musica, tech, vita reale

 

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Ho un androide in tasca.

Da qualche giorno, gli smartphone basati su Android hanno un nuovo fratellino: HTC Wildfire.

Innanzitutto una breve descrizione.
Si tratta di un terminale di fascia economica (intorno ai 300 €) che monta Android 2.1 e la caratteristica interfaccia HTC Sense.
Nelle dichiarazioni ufficiali il prodotto strizza l’occhio alla fascia di utenza giovanile, riunendo i principali social network (Facebook, Twitter e Flickr) in un’unica schermata e integrandone le funzioni con la rubrica contatti. In tal senso, l’interfaccia proprietaria svolge un gran bel lavoro e permette di gestire, riorganizzare e filtrare i contatti in maniera flessibile, con la possibilità di assegnare ciascuno di essi a uno o più gruppi distinti e unire più contatti diversi sotto un unico nome (si pensi ad account multipli per la stessa persona).
Per contenere i costi si è reso necessario tagliare sul superfluo, o meglio su ciò che un utente di questa fascia con buona probabilità ritiene superfluo, riuscendo però a non intaccare la qualità globale del sistema e l’esperienza di utilizzo. Per questa ragione il Wildfire monta un processore a 528MHz e 384MB di ram, che se da un lato lo penalizzano fortemente nell’uso delle applicazioni più esigenti, quindi probabilmente niente giochini, dall’altro bastano per tutto il resto. Anche il display da 3.2′ e in bassa risoluzione (240×320) rientra nella strategia dei costi contenuti, ma non dimentichiamo che in questo modo si riduce il consumo di batteria e anche il carico sul sottositema video, che ne guadagna in termini prestazionali. Nonostante ciò, le immagini restano brillanti e chiare.
La connettività è pressocchè completa poichè il terminale è dotato di bluetooth, wifi, gps e 3G. Il wifi supporta i protocolli b/g ma non il protocollo ‘n‘ (non è escluso, però, che verrà aggiunto in un aggiornamento futuro), mentre il supporto all’hsupa è del tutto assente.
Come si vede, il terminale è stato progettato per chi non fa un uso intenso della connettività mobile e si accontenta di una connessione wifi di penultima generazione, comunque funzionante.


Il resto dopo il break…

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Pubblicato da su 19 luglio 2010 in gnu/linux, tech

 

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Non ho resistito…

…e ho preso un androide!

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2010 in gnu/linux, tech

 

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